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Impressionante Gaviria, rimonta pazzesca: poker servito

Impressionante Gaviria, rimonta pazzesca: poker servito

A Tortona il colombiano supera 10 corridori in 100 metri. E adesso le montagne: sabato si sale a Oropa

TORTONA. Ai cento metri aveva davanti a se 10 corridori. Staccato sul filo dei 70 all’ora. Qualsiasi velocista avrebbe tirato i remi in barca. Lui no. Perché Fernando Gaviria è un fenomeno. A Tortona, nell'ultima occasione per gli sprinter al Giro, ha vinto la sua questa tappa, la seconda di fila. La Bora-Hansgrohe, nel tentativo di frenarlo, ha pure cercato di chiudere il colombiano.

Niente. Lui ha aperto il gas e ha vinto di una bicicletta. In volata ha sprigionato una potenza clamorosa: un picco di 1.480 watt. Uan Formula Uno.

Peccato che il corridore della Quickstep, non ancora 23enne, non vada al Tour de France. Ci andasse, crediamo, si prenderebbe la corona di re, superando Cavendish o il suo compagno di squadra Kittel. E pure Greipel (Lotto), che come un anno fa a Bibione ha abbandonato la corsa. Solo montagne da qui a Milano, inutile soffrire. Schiaffo al Giro edizione 100.

La rimonta di Gaviria
La rimonta di Gaviria

No, Gaviria è super anche in questo: vuole arrivare a Milano superando Stelvio e compagnia per portare al traguardo la maglia ciclamino. L’indimenticabile Adriano De Zan direbbe: chapeau. Così come per altro Sam Bennet, velocista sempre battuto quest’anno, ma che ha deciso di stringere i denti.

Il succo della tappa nelle terre di Coppi è stato questo: un concentrato di potenza, energia e simpatia colombiana. Prima, solita fuga a tre stoppata ai meno 20 km, raffiche di vento nel finale che hanno indotto i big a non cercarsi guai e a restare davanti, e volatona. Dove ancora una volta, quasi non fa più notizia, non si sono visti gli italiani. Stavolta è toccato Roberto Ferrari (Emirates) sfiorare il podio: 4°.

E non resta che affidarsi alla cabala (non è il caso di scomodare la Madonna Nera di Oropa): tutte le volte che una tappa del Giro è arrivata al Santuario sopra Biella ha vinto un italiano. Ne ricordiamo tre: Pantani, dopo l’epica rimonta del 1999, Bruseghin nel 2007 ed Enrico Battaglin tre anni fa.

Dumoulin in rosa
Dumoulin in rosa

Sabato, quattordicesima tappa, sulla montagna dedicata al Pirata, vedremo cosa accadrà. Perché, dopo due giorni di volate, i big torneranno protagonisti. L’ora della sfida finale è arrivata. Dumoulin ci arriva con la sicurezza della classifica (Quintana, il suo rivale più vicino è a 2’23”) e “riposato”: “Sono stati due giorni perfetti per recuperare energie. Oropa? Salita secca, adatta a me. Credo mi attaccheranno subito, Quintana su tutti”, ha detto. Ostenta tranquillità.

Altimetrie alla mano, sia il colombiano che gli altri rivali, su tutti Vincenzo Nibali, dovranno incominciare a rosicchiare minuti sulla maglia rosa. Vista anche l’amica-crono di Milano, Pink Tom potrebbe anche perdere 5 minuiti in 7 giorni. Ma i 2.758 metri dello Stelvio fanno paura. Così prima di martedì, col doppio assalto alla cima Coppi, fare previsioni sarà impossibile.

A proposito, la Provincia di Bolzano ha confermato che la strada del Passo dello Stelvio, versante altoatesino, sarà riaperta domenica mattina. La nevicata di venerdì al passo, al momento, non preoccupa. E i tifosi fanno festa: lassù sarà battaglia vera. Non ci sarà Geraint Thomas (Sky), che ieri ha alzato bandiera bianca per i postumi della caduta del Blockhaus.

Titolo obbligato per la chiusura: la mamma degli imbecilli è sempre incinta. Le controanalisi hanno confermato la positività di Pirazzi e Ruffoni, i due “geni” cacciati per doping a Olbia. La Bardiani li ha subito licenziati.

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