Paolo Cassa

militare, 111° fanteria, brigata Piacenza, soldato, caporale

Brescia , 13 agosto 1888 / 1983

Paolo Cassa scrive una memoria, con la quale vuole colmare almeno in parte la lacuna provocata da un diario disperso, “per un desiderio intimo di rievocare i giorni della mia età più bella, quando avevo la possibilità di tradurre il pensiero in opera, ed il pensiero aveva ancora la verginità e l’ottimistica generosità della gioventù”. Una testimonianza che ripercorre un’esperienza lunga quanto l’intero conflitto: nel dattiloscritto giunto all’Archivio di Pieve Santo Stefano nel 1989, Cassa ricorda di aver vissuto “come semplice soldato dal primo all’ultimo giorno, quattro anni, quattro mesi e sette giorni”. Nella vita civile sarà un insegnante di disegno, ma anche un apprezzato pittore.

Racconta vita in trincea, morti, orrori, battesimo del fuoco, svago, feriti, bombardamenti, azioni, paura, fortuna e sfortuna, mamma, amicizia, pidocchi, amore, famiglia

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