Agostino Tambuscio

militare, 275° reggimento fanteria, brigata Belluno, soldato

Savona , 6 maggio 1897 / 1964

Agostino Tambuscio è autore di una memoria scritta al ritorno a casa dopo la guerra e la prigionia in Austria, a Klagenfurt. Riordina presto degli appunti che ha preso in trincea e nel campo di concentramento, realizzando una testimonianza piena di spunti e di dettagli della vita militare. Racconta delle peripezie affontate per restare vicino al fratello, come lui richiamato al fronte, e degli scontri sanguinosi ai quali ha partecipato, soprattutto sulla Bainsizza durante l'Undicesima battaglia dell'Isonzo. Prima della disfatta di Caporetto e della cattura, Agostino vivrà sulla propria pelle le privazioni della prima linea, la sete e il caldo, la mancanza di cibo e la promiscuità con i cadaveri. Il suo scritto è giunto presso l'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano nel 1987.

Racconta diserzioni, disciplina militare, famiglia, amicizia, feriti, orrori, marce, stanchezza, morti, combattimenti, assalti, corpo a corpo, uccidere, bombardamenti, nemici, prigionia, sete, cibo, fame, resa

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