Nicola Simone

militare, 96° reggimento fanteria, brigata Udine, soldato

Orta Nova (FG) , 1 gennaio 1895 / 1964

La cattura sulla Bainsizza nel 1917, la prigionia e le fughe dai campi di concentramento, fino alla fine della Prima Guerra Mondiale: sono questi gli episodi che caratterizzano la memoria di un soldato che, come si legge nelle pagine giunte all'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano nel 2000, scrive di sé: “Io, Nicola Simone, di orta nova paese natio che ho scritto queste mie poche e povere parole, sono fatto con cuore; ma non come tante letterati che nei loro romanzi anno messo tante belle espressione, è bene elencati i luoghi e le campagne, bene illustrati da ogne parte Geografica, è stato illustrato da me, poco esperto di quei trascorsi in quei boschi, montagne e grande valle profonde che non si poteva reggere in piedi per le lore strepitose discese, d’arrampicarsi come scimmie, altrimenti si andava a precipizio che nessuno poteva venire in aiuto. Solo Iddio che ci ha dato forze e intelletto per poter uscire da quei luoghi tanto selvaggi, e per questo ho scritto queste mie avventure per non andare perdute i miei trapazzi e affanni che ho passato in questi 13 mesi di latitanza dai campi di concentramenti Austre-Ungariche e se io non faceva tutto quello ch’è ho fatto ero già morto e sepolto in quelle terre che nessuno si ricordava più di me, almeno vedono tutti i miei ed altri di quel che ho passato”

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