Costa (Mario)

militare, artigliere, 217 batteria bombardieri, caporale

Cavanella d'Adige (VE) , 17 aprile 1898 / 1965

Ottobre 1917. In pochi giorni la vita del caporale di artiglieria Mario Costa, classe 1898 nato a Cavanella d'Adige in provincia di Venezia, viene stravolta per sempre. Il 21 del mese Mario è a casa sua, e apprezza gli ultimi momenti di una licenza straordinaria, ottenuta due settimane prima per sostenere gli esami di ammissione al corso per geometri. Il giorno successivo riparte per il fronte, in direzione del fiume Isonzo. Il 22 ottobre da Mestre si reca a Udine e poi a Cividale del Friuli. Nel pomeriggio sale su un mezzo di trasporto che avanza verso l'altopiano della Bainsizza. Durante la notte risale la valle del fiume Judrio, attraversandolo per poi puntare in direzione del monte Korada, sul Collio, e ancora più avanti fino al Monte Sleme, vetta sulla quale si combatte sin dall'inizio della guerra. Il 23 ottobre Costa è al suo posto, schierato in batteria. Il destino vuole che sia proprio lì, il 24 ottobre 1917, il giorno della rotta di Caporetto. Non lontano da Tolmino (Tolmin), nei pressi di Volzana (Volče) località oggi in Slovenia, viene fatto prigioniero dagli austro-ungarici. Di lì a poco viene rinchiuso nel campo di prigionia di Ludwigshafen am Rhein e successivamente a Germersheim, in Germania, dove rimane fino al termine del conflitto. In questo campo scrive un diario a matita, su tre quadernetti, in cui non parla quasi mai dei momenti brutti della prigionia o della guerra, ma quasi sempre dell'amore per la patria e per la famiglia, che torna ad abbracciare solo alla fine del 1918. 

Il suo diario nel 2015 è stato trasmesso all'Archivio diaristico nazionale e al Gruppo Editoriale l'Espresso, per costituire il fondo "L'Espresso, I diari raccontano" e partecipare al progetto “La Grande Guerra, i diari raccontano”. 

Racconta famiglia, mamma, licenze, irredentismo, armistizio, prigionia

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