Elisa Seppenhofer de Mulitsch di Palmemberg

civile

Gorizia , 1864 / 1947

La vicenda di Elisa Seppenhofer de Mulitsch di Palmemberg è ben raccontata dalla nipote che, nel 1985, ha consegnato copia del diario originale della nonna all’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano. Eccone i passaggi principali.

Cittadina austriaca perché Gorizia faceva parte dell'impero Austro-Ungarico, ma italiana e di sentimenti irredentisti, sposò Giuseppe Mulitsch, industriale, anche lui italiano e irredentista.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, due figli, Carlo, detto Lucci ed Emilio, fuggirono in Italia e si arruolarono volontari.

Il marito, che alla fine del 1800 aveva scontato due anni di prigione per azioni filo-italiane, fuggì in Italia anche lui.

Un altro figlio, Aldo, non fece in tempo a fuggire e per non arruolarsi nell'esercito austriaco si nascose a Gorizia.

Visse nascosto con grave pericolo di essere scoperto e impiccato per alto tradimento e fu liberato dai soldati italiani il 9 agosto 1916, giorno in cui Gorizia fu conquistata agli austriaci dai soldati del generale Cattaneo.

(Un diario di Aldo Mulitsch fu pubblicato da Camillo Medeot in “Cronache Goriziane 1914-1918” Ed. Campestrini – Gorizia, 1976)

Elisa Mulitsch si preparava a raggiungere il marito in Italia, passando da Vienna e attraverso la Svizzera, ma a Vienna fu arrestata, accusata di sentimenti anti-austriaci, perché tutti gli uomini della famiglia erano spariti.

Tenuta in prigione per circa un anno, processata (convinto dell'ingiustizia di addossare a lei la responsabilità dell'operato dei figli e del marito, l'avvocato difensore pronunciò un'arringa appassionata in sua difesa e per questa sua calda partecipazione, appena finito il processo egli fu internato in un campo prigionieri politici) fu spedita nel campo di internamento di Poggstal (Austria Inferiore).

 

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