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Mps, Bankitalia in Commissione Banche: L'acquisto di Antonveneta era a portata

Mps, Bankitalia in Commissione Banche: "L'acquisto di Antonveneta era a portata"

Il presidente Pier Ferdinando Casini anticipa che domani l'elenco dei 100 grandi debitori inadempienti del Monte dei Paschi di Siena verrà consegnato dai vertici della banca senese alla commissione di inchiesta sulle banche

L'audizione della Commmissione bicamerale d'inchiesta sulle banche, che oggi si occupa di Mps con l'audizione della Banca d'Italia, presente con il capo Dipartimento della Vigilanza Carmelo Barbagallo, procede a singhiozzo con la secretazione di parte delle domande dei commissari quando si citano documenti classificati da via Nazionale come riservati. Il presidente della commissione d'inchiesta banche Pier Ferdinando Casini ha comunque anticipato che l'elenco dei 100 grandi debitori inadempienti del Monte dei Paschi di Siena verrà consegnato domani dai vertici della banca senese alla commissione di inchiesta sulle banche. «Ho chiesto l'elenco a Morelli e Falciai l'elenco dei 100 debitori e lo portano domattina» ha detto Casini.


IL RUOLO DI BANKITALIA. «C’è una differenza fra indizio e prova. Non si condanna un soggetto se non si hanno le prove» ha spiegato Carmelo Barbagallo, capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia in audizione in Commissione d’inchiesta sulle banche rispondendo a chi gli chiedeva come mai ci sia voluto tempo per far emergere gli illeciti sulla vicenda Alexandria e Santorini.

«Bisogna trovare la sostanza», ha sottolineato Barbagallo aggiungendo che «c’è differenza fra la situazione che riscontrano gli ispettori che è un indizio» e le prove. «La reale intenzione delle parti emerge con il ritrovamento del mandate agreement», ha concluso.


OPERAZIONE ANTONVENETA. «L’idea che mi sono fatto io, dalle carte, è di una banca che ce la poteva fare» ha quindi spiegato Barbagallo in merito all’acquisizione da parte di Mps di Antonveneta sottolineando che «poi arriva la tempesta perfetta» con la crisi del debito sovrano e «le irregolarità dei vertici».

«Sulla carta la banca sembrava in grado di poterla gestire», ha risposto Barbagallo rispondendo alla domanda della commissione di inchiesta che chiedeva conto del perchè non fossero stati posti ostacoli nell’autorizzazione a Montepaschi per l’acquisizione di Antonveneta, visti i rilievi dell’ispezione del 2006.

«Una cosa è una ispezione alla controllata di un gruppo estero, altra cosa una controllata all’interno di un gruppo grande che sulla carta sembra in grado di gestirla», ha risposto Barbagallo, a chi gli chiedeva perchè non avessero sollevato ostacoli nell’autorizzazione a Mps di acquisire Antonveneta ha rilevato come l’ispezione 2006 sulla banca padovana che aveva rilevato una serie di problemi “è stata fatta quando stava nel gruppo Abn Amro e la Capogruppo non curava la sua controllata”.

In quella ispezione si diceva che l’istituto veneto aveva “superato la situazione del passato, ha un buon patrimonio e serie problemi che, in quel quadro, da soli non riesce a risolverli ma possono avere soluzione diversa in un grande gruppo.

L’idea che mi sono fatto leggendo le carte era che il gruppo ce la poteva

fare, positiva. Poi arriva la tempesta perfetta (della crisi ndr) e le irregolarità dei vertici”: Per questo, ha concluso “una cosa è una ispezione alla controllata di un gruppo estero altra cosa una controllata all'interno di una gruppo grande che, sulla carta, sembra in grado di gestirla.

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