Quotidiani locali

Vai alla pagina su Nordest Economia
Patuelli (Abi): Fintech, grandi investimenti: l'Italia è al passo con l'Europa

Patuelli (Abi): "Fintech, grandi investimenti: l'Italia è al passo con l'Europa"

Il presidente dell’Abi ottimista sulla riduzione dello stock dei crediti deteriorati: «Regole più stringenti sugli Npl? Auspico importanti ripensamenti della Bce»

di ELEONORA VALLIN
Concorrenza, trasparenza, regole. Il presidente dell’Associazione bancaria italiana (Abi) Antonio Patuelli pone l’accento sulle tre parole chiave del credito bancario. Un settore impegnato in una duplice sfida: lo smaltimento dei crediti deteriorati (nella speranza che Bce riveda l’ultimo Addendum ancora in consultazione) e la tecnofinanza o, in gergo, il Fintech: tutti quei servizi forniti dagli istituti grazie all’Ict. Da Roma, Patuelli disegna scenari nazionali senza voler addentrarsi in singoli casi: comprese le liquidazioni delle ex popolari venete dove, spiega, mi attendo che la «magistratura svolga tempestivi processi».
Dieci anni di crisi anche per il sistema bancario. In Italia sono spariti una decina di istituti, il costo è di 61,5 miliardi. Il salasso ha creato una idiosincrasia verso le banche. Quale lezione dobbiamo imparare e quale la grande sfida del sistema oggi?
«La crisi è arrivata più tardi in Italia, in un tessuto economico indebolito anche dal peso del debito pubblico. Il costo per la Repubblica italiana è stato molto inferiore rispetto agli altri principali Paesi dell’Europa e dell’occidente e dovrà essere recuperato nelle varie forme possibili. Il peso principale è caduto sulle banche concorrenti. Da tre anni è operativa l’Unione bancaria europea con la Vigilanza unica: questa è la risposta decisa a livello europeo, con il concorso della Repubblica italiana. Le autorità di vigilanza affermano che la crisi è ormai alle spalle».
Le nuove regole Npl della Bce, ha dichiarato, sono «una doccia fredda sulla ripresa». Ogni banca è impegnata nella riduzione ma la Bce spinge sull’acceleratore. Ci dobbiamo aspettare un conto salato?
«Le ulteriori proposte della Vigilanza della Bce sugli Npl sono attualmente “in consultazione”: confido che le riflessioni che da ogni parte stanno pervenendo alla Bce producano importanti ripensamenti».
Sulla “bad bank” abbiamo perso un’occasione. Come si risolve adesso il grande fardello dei deteriorati in Italia?
«Nei primi otto mesi del 2017 le sofferenze nette (quelle che residuano dagli accantonamenti effettuati dalle banche) si sono ridotte addirittura di un quarto, un risultato superiore alle attese. Anche nei prossimi mesi sono attesi risultati significativi di ulteriori riduzioni dei crediti deteriorati in Italia».
C’è un problema reddito per il sistema bancario italiano legato ai tassi negativi che spesso comportano conseguenze negative per i risparmiatori. Lei ha chiesto trasparenza su commissioni e servizi. Le prime tendono a salire, i secondi hanno bisogno di regole per far compiere scelte finanziarie consapevoli. Ma abbiamo visto che le Mifid raramente sono state rispettate.
«Chi non rispetta le regole deve essere adeguatamente sanzionato. Le banche comunque sono tutte in concorrenza fra loro e i risparmiatori debbono compiere le scelte in piena e diligente consapevolezza così come avviene per le altre forme di investimenti, per esempio come nell’immobiliare».
Lei ha dichiarato che le responsabilità delle recenti crisi bancarie vanno individuate. Cosa ci dobbiamo attendere dalla Commissione d’inchiesta sulle banche e dalle Procure sul caso Bpvi e Veneto Banca?
«Confido che la Magistratura svolga tempestivi processi e sono convinto che la Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche andate in crisi procederà in coerente applicazione della legge che l’ha istituita per far ulteriore luce sulle crisi bancarie».
Dalla Commissione sono emerse incongruenze e scarsa collaborazione tra la vigilanza Bankitalia e Consob. La vigilanza ha ammesso errori, ha definito le sanzioni inefficaci, neanche la “moral suasion” non ha sortito alcun effetto.
«La Commissione non ha concluso, ma solamente iniziato i propri lavori. L’Italia non ha più la piena sovranità nella definizione delle regole bancarie, per cui occorre riflettere simultaneamente sui miglioramenti da apportare a normative, a seconda dei casi, europee o italiane: si tratta di una materia che è divenuta sempre più complessa».
Sui passaggi di controllori alle banche controllate, basteranno i codici etici e il limite di tre anni imposto per legge?
«Ho grande rispetto per tutte le autorità istituzionali e in particolare per quelle che svolgono funzioni di garanzia: occorre attendere le conclusioni della Commissione parlamentare di inchiesta per esprimere valutazioni ponderate».
Il Fintech sta mettendo alla prova il sistema bancario. Nuovi paradigmi richiedono nuovi mercati e nuovi canali?
«Le banche, in Italia particolarmente, stanno fortemente investendo sulle innovazioni tecnologiche e sono pienamente competitive con le più innovative in Europa. Occorre, comunque, che vi siano regole che garantiscano l’uguaglianza delle condizioni competitive senza privilegi o discriminazioni per ciascun soggetto che fornisca servizi finanziari».
Post riforma, l’unica grande fusione realizzata è stata quella tra Banco e Bpm. Un’opportunità perduta?
«La fusione fra Banco e Bpm è stata la principale effettuata volontariamente nell’Unione Bancaria Europea in questo triennio, effettuata seguendo appieno tutto il lungo processo autorizzativo europeo. È un elemento su cui riflettere a livello innanzitutto europeo».
Possono coesistere due poli Bcc in Italia? Il limite del miliardo di capitale è “politico” ma non c’è garanzia che la Bce non chieda ulteriori sforzi patrimoniali...
«Il credito cooperativo partecipa in termini competitivi alla forte concorrenza che sussiste nel mercato bancario italiano ed europeo e sta applicando le nuove normative anche italiane con grande rapidità».
Il Fmi ha rilevato come nove banche, delle 30 classificate come globali dalla vigilanza, non riusciranno a raggiungere una redditività sostenibile entro il 2019. Fra queste c'è Unicredit. Ci sono vulnerabilità nel sistema che potrebbero far deragliare la ripresa?
«Non mi risulta che il Fondo Monetario Internazionale sia un organismo di vigilanza sulle banche e che riceva i flussi riservati dalla Vigilanza unica europea. Per cui non si capisce queste sue valutazioni su che cosa possano essere basate. Comunque le autorità di vigilanza europea ed italiana non segnalano altre particolari criticità in Italia».
Intravvede rischi da una posizione di Banca Intesa dominante oggi nell’area del Nordest con una quota di mercato del 30%?
«In ogni parte d’Italia vi è una fortissima concorrenza bancaria sia per canali tradizionali (sportelli), sia sui canali innovativi. Vi è ogni possibilità di scelta da parte delle imprese e dei cittadini. Comunque lo studio e la percentuale citata sono antecedenti alla chiusura di circa seicento sportelli decisa in accordo fra Intesa San Paolo e la Commissione Europea».
Come giudica la corsa assicurativa delle banche?
«Ormai da anni vi sono forti livelli

di collaborazione differenziata fra imprese bancarie e imprese assicurative che contribuiscono a fornire sempre più innovativi servizi e prodotti per le imprese, i risparmiatori e i consumatori. Sono esperienze largamente positive che non a caso si sviluppano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro