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Pensioni: il governo rilancia; Cgil pronta alla mobilitazione

Pensioni: il governo rilancia; Cgil pronta alla mobilitazione

Più possibiliste Cisl e Uil. Martedì nuovo incontro per definire ulteriori dettagli

ROMA - Il governo mette sul tavolo altre due proposte sul tema pensioni ed incassa l’approvazione della Cisl senza riuscire però a modificare il "no" della Cgil.

La Uil prova a mediare, rilanciando con un nuovo incontro fissato per martedì.

Le novità del pacchetto illustrato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sono lo stop all’innalzamento dell’età pensionabile per le 15 categorie di lavori gravosi non solo per le pensioni di vecchiaia ma anche per quelle di anzianità.

La seconda apertura è un fondo a cui destinare eventuali risparmi di spesa per favorire il prolungamento e la messa a regime dell’ape sociale.

«Sforzi significativi» e «importanti» secondo il premier e secondo i ministri dell’Economia e del Lavoro, Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti, eppure «compatibili con l’orientamento della legge di bilancio» e «dentro il percorso individuato» con le organizzazioni sindacali.

Per la Cgil, invece, le misure restano di «grande insufficienza», dal momento che non viene previsto nulla per le pensioni dei giovani, delle donne e di chi svolge il lavoro di cura e non viene modificato l’ingiusto meccanismo dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile in relazione alle aspettative di vita. Per questo la confederazione deciderà «nelle prossime ore» la mobilitazione, spiega Susanna Camusso.

Ben distante la posizione della segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, secondo cui è stato fatto un lavoro importante, nel solco dell’accordo tra i sindacati e Poletti, che non può andare disperso: la legge di bilancio deve accoglierlo e farlo diventare diritto per i lavoratori e i lavoratrici. In caso contrario, si perderebbe un’occasione preziosa e importante che, vista la prossima fne della legislatura, non si sa quando si ripeterà.

Secondo il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, il prossimo incontro di martedì mattina potrebbe essere utile non solo a chiarire platea e risorse ma anche a conquistare qualcosa in più, facendo leva su un Parlamento che «sembra disposto a dare una mano».

Per ora, quindi, i punti acquisiti sono le 15 categorie di lavori gravosi che verrebbero esentati dall’innalzamento di 5 mesi a 67 anni dell’età pensionabile nel 2019, sia per pensioni di vecchiaia sia di anzianità; l’istituzione di un fondo per rendere stabile l’Ape sociale; un meccanismo di calcolo sulla base della media biennale dal 2021 dell’andamento

delle aspettative di vita; una detassazione della previdenza integrativa degli statali, parificata a quella dei privati, con il meccanismo del silenzio/assenso per i nuovi assunti; la costituzione di una commissione che indichi le aspettative di vita rispetto alle mansioni svolte.

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