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Deteriorati e Sga, Confartigianato in pressing sul governo: Fate presto

Deteriorati e Sga, Confartigianato in pressing sul governo: "Fate presto"

Agostino Bonomo lancia l'invito al governo a prendere in mano la partita delle posizioni deteriorate in capo alle ex popolari venete e ora in mano ai liquidatori

Un ultimatum? No, ma l’ennesimo invito di Confartigianato Imprese Veneto al Governo nella partita delle posizioni deteriorate in capo alle ex Popolari e ora ai liquidatori: “fate presto”! I dati forniti dal Commissario Viola in sede di Commissione Parlamentare confermano e aggravano quanto più volte denunciato da Confartigianato Imprese Veneto. Oltre 8 miliardi di euro, riferibili alle sole due ex popolari (Veneto Banca e Popolare di Vicenza) classificati quali ritardi nei pagamenti che possono evolvere in bonus, sono una cifra rilevantissima che dovrebbe ottenere assoluta priorità di attenzione. Attenzione che oggi non sembra tale.


“La situazione è paradossale -spiega Agostino Bonomo Presidente Confartigianato Imprese Veneto con un esempio-. Le aziende con posizioni deteriorate che non sono clienti di Intesa Sanpaolo, sono state segnalate alla Centrale Rischi e quindi, non possono più accedere ad alcuna forma di finanziamento in nessuna banca. In più se l’imprenditore che ha avuto problemi di solvibilità fosse in possesso della liquidità per tornate ‘in bonis’ rientrando delle posizioni aperte, si trova nella spiacevole situazione di non avere un interlocutore con cui dialogare. Da un lato gli sportelli di BPVI o Veneto Banca non hanno più in carico il cliente, dall’altro la SGA non è una banca. Quindi anche chi potrebbe essere in grado di intercettare la ripresa, in particolare in alcuni settori, è destinato a rimanere nel limbo. Con le conseguenze che ben possiamo immaginare”.


“Invitiamo il Governo, dominus della situazione, ed i Commissari a salvaguardare questo patrimonio Veneto e a fare presto -conclude il Presidente-. Nel Veneto ci sono banche e strumenti, anche a controllo pubblico come Veneto Sviluppo, che possono concorrere alla soluzione, così come possono risultare importanti i Confidi.
Peccato, a proposito di Confidi che, mentre il Senato in Commissione

Bilancio toglie il limite dei mandati agli amministratori camerali, materia peraltro estranea alla legge, lo stesso boccia la proposta di rafforzare i patrimoni dei Confidi, che dalle vicende della ex popolari hanno subito conseguenze affrontate senza ricorrere ad alcun aiuto pubblico”.

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