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A4, la quarta corsia costa 2 miliardi: nel 2018 lo studio dei traffici al Mit

A4, la quarta corsia costa 2 miliardi: nel 2018 lo studio dei traffici al Mit

La Brescia-Padova dichiara l’emergenza e appalta a una società l’analisi preliminare per il ministero. Il dg Chiari: «La Tav non risolverà i problemi». Valdastico “prioritaria”, a breve il tavolo con Trento

VERONA. Entro febbraio 2018 potrebbe arrivare sul tavolo del ministero dei Trasporti il primo studio preliminare per la realizzazione della quarta corsia della Brescia-Padova. L’allarme è stato lanciato un mese fa: «L’A4 è satura».


L’interlocuzione con Roma è stata avviata; adesso, a Verona, si sta lavorando sulle prime simulazioni di traffico a quattro corsie solo in alcuni punti: per la tratta Brescia-Verona, l’attraversamento dei centri di Vicenza e Padova. I tre punti critici dell’arteria, quelli dove si potrebbe valutare di allargare l’autostrada.


A giorni una società esterna inizierà lo studio preliminare con l’analisi dei traffici prospettici e i riflessi sull’utenza, con le diverse soluzioni da adottare. La quarta corsia nasce da un bisogno quasi emergenziale: il traffico dal 2016 a oggi ha superato i valori pre-crisi dell’anno record, il 2007. In questi undici mesi la crescita segna 3,5%, solo +1,5% per i veicoli leggeri e quasi +5% i tir. Il traffico pesante copre il 30% dell’intero flusso, il 40% dei camion sono stranieri e viaggiano giorno e notte. Non esiste più una fascia oraria a bollino rosso, la saturazione copre dalle 7 alle 18. Una società autostradale a tre corsie si considera “piena” quando viaggiano all'ora e per corsia 1.100 veicoli equivalenti (ovvero che percorrono l'intera tratta): l’A4 supera i 1.700. Nelle ore di punta non si viaggia oltre i 100 km/h.


L’impatto è sulla società (anche un cantiere snello in serata provoca code) e sugli utenti. Nei primi 10 mesi dell’anno gli incidenti sono aumentati del 18%: sono quasi tutti tamponamenti e contatti laterali lievi, ma sono indice che la distanza di sicurezza lungo l’A4 è diminuita. Colpa dei volumi e anche della poca educazione stradale: scarsa occupazione della corsia libera di destra e uso del cellulare alla guida per cui, a breve, l’A4 avvierà una nuova campagna di sensibilizzazione sull’intera tratta.


Intanto è stato lanciato al ministero un campanello di allarme. Il dialogo è aperto: ora serve portare a Roma numeri e simulazioni, perché l’A4 potrebbe non essere più in grado di assicurare un livello minimo di sicurezza.
Misure alternative? Ci sarebbe il vecchio piano delle tangenziali venete, un progetto di riqualificazione e collegamento di queste strade tra Brescia a Padova. Ma il grande tema, molto politico, resta quello di far pagare con dei ticket un asfalto che oggi si percorre gratuitamente.


La quarta corsia è l’altra via. Le analisi sul tavolo della Brescia-Padova stimano una spesa attorno ai 2 miliardi. Un investimento che andrebbe a impattare la concessione. Oggi la società è interamente focalizzata, anche finanziariamente, sull’A31 Nord. Difficile, data la fine della concessione al 2026, affrontare anche la quarta corsia dell’A4. Investimento che per “passare” dovrà essere motivato da ragioni di primaria sicurezza. Modifiche alle concessioni, sulla base di investimenti strategici, d’altronde, sono appena stati approvati dall’Ue per il Gruppo Gavio e l’Aspi dei Benetton. Qualora dovesse andare in porto la quarta corsia, va da sé, che essa comporterebbe una modifica della concessione.

«Il ministero ci ha detto che si può valutare e che di fronte a motivazioni di carattere straordinario si può aprire una discussione» spiega Bruno Chiari, direttore della Brescia Padova. «Non credo che l’alta velocità risolverà il grande flusso di traffici di persone e merci, quello a Nordest è un problema di tessuto industriale frammentato che non vede la ferrovia come alternativa competitiva al trasporto su gomma». Ma Chiari specifica: «Noi ora abbiamo

una priorità: è la Valdastico Nord su cui ci stiamo concentrando sia dal punto di vista tecnico sia finanziario, la quarta corsia non è un’alternativa all’A31 Nord per salvare la concessione». E a proposito di Valdastico, è nell’aria la convocazione a Roma del tavolo tecnico con Trento.

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