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Stato di insolvenza Bpvi: c'è l'udienza in Tribunale

Stato di insolvenza Bpvi: c'è l'udienza in Tribunale

A Vicenza il 2 febbraio: il giudice risponde così a un'istanza dei risparmiatori. Se verrà dichiarato il fallimento potrà scattare l'inchiesta per bancarotta

PADOVA. Si apre uno spiraglio, che potrebbe diventare un varco, per le Procure titolari delle indagini sulle ex Popolari e per i risparmiatori. Il tribunale civile di Vicenza ha infatti fissato l'udienza che ha per oggetto la dichiarazione dello stato di insolvenza della ex Popolare. Un passaggio importante, carico di conseguenze giudiziarie. Se infatti il tribunale dichiarasse il fallimento dell'istituto, allora la Procura potrebbe fare quello che finora le è risultato impossibile: procedere contro gli ex amministratori per il reato di bancarotta. Una violazione molto pesante che, come tale, ha tempi di prescrizione lunghi e pene molto severe.

L'udienza è stata fissata per il prossimo 2 febbraio a seguito dell'istanza presentata da un gruppo di risparmiatori del territorio, successiva al decreto 99 dello scorso 25 giugno con il quale il governo decideva la liquidazione coatta amministrativa delle ex Popolari. Nell'atto dell'esecutivo si parlava di "stato di dissesto" dell'istituto e non invece di "stato di insolvenza".

Una questione formale? Tutt'altro. Affinché una Procura possa indagare per i reati fallimentari occorre infatti che ci sia l'accertamento dell'insolvenza. Di qui la necessità di un pronunciamento da parte del tribunale e, più precisamente, della sua sezione fallimentare. A richiedere l'intervento del giudice può essere la Procura, oppure direttamente i creditori come è avvenuto appunto a Vicenza e precedentemente anche a Treviso. Per Veneto Banca il giudice fallimentare ha respinto l'istanza sollevando un problema di competenze, ma non ha cassato la richiesta, girandola invece alla Procura affinché essa stessa proceda a formulare la richiesta.

Il pm Massimo De Bortoli, titolare dell'inchiesta, ha delegato le indagini alla Guardia di Finanza prima di agire in tal senso. Entro la fine dell'anno potrebbe scattare la segnalazione della Procura al tribunale.Vicenza ha invece scelto una strada diversa: il giudice della sezione fallimentare non ha cestinato l'istanza e ha fissato l'udienza. Un segnale importante, visto anche quanto dichiarato dal procuratore di Vicenza Antonino Cappelleri in occasione dell'audizione davanti alla Bicamerale sulle banche: «È il tribunale civile che deve decidere se c'è lo stato di insolvenza e solo allora si potrà indagare per bancarotta».

Il magistrato valuterà dunque se Bpvi era insolvente a giugno 2017, se a quella data era in grado di pagare o meno le proprie obbligazioni. Per i risparmiatori «era palese alla data di adozione del decreto legge e della decisione della Banca Centrale Europea lo stato di insolvenza di Banca Popolare di Vicenza S.p.A., incapace di far fronte con mezzi ordinari alle proprie obbligazioni», come si legge nell'istanza firmata dall'avvocato Luigi Fadalti.

Spiega il legale: «Nessuno dei provvedimenti parla mai di "stato di insolvenza. Si usano invece i termini di "dissesto o stato di dissesto". Il problema non è lessicale, ma sostanziale. "Stato di insolvenza" è infatti una formula magica che schiude le porte all'accertamento di illeciti penali gravemente

sanzionati. Solo la dichiarazione dello "stato di insolvenza" può consentire la contestazione della bancarotta fraudolenta e degli altri reati fallimentari con termini di prescrizione tali da far ragionevolmente ritenere che si possano avere sentenze di condanna concretamente eseguibili».

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