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Pedemontana: cantieri al raddoppio se decolla il bond da 1,550 miliardi

Pedemontana: cantieri al raddoppio se decolla il bond da 1,550 miliardi

Jp Morgan ha avviato il road show per il collocamento del project bond per finanziare la Pedemontana. Dopo il closing la Regione Veneto potrà stanziare il suo contributo di 300 milioni di euro. Sis conferma i tempi di consegna

E' in corso da mercoledì 19 luglio, e si chiuderà la prossima settimana, probabilmente il 25 luglio, il road show per la sottoscrizione del project bond necessario al closing finanziario della Pedemontana veneta. L'obbligazione, del valore di 1,55 miliardi di euro, si compone di 1,2 miliardi di finanziamento "mezzanine" (scadenza al 2047) più 350 milioni di "senior" (al 2027) (il debito mezzanine è subordinato a quello senior in caso di liquidazione o rimborso del capitale). I dettagli della transazione sono stati resi noti da Bloomberg.

Jp Morgan ne ha iniziato il collocamento presso investitori istituzionali con tappe a Parigi, Milano, Londra e Madrid e, soprattutto, con la clausola della copertura dell'inoptato, se l'importo non verrà totalmente sottoscritto. Ed è questa la principale novità, rispetto al ruolo di mero advisor che Jp Morgan si era ritagliato prima che Regione Veneto e il Consorzio Sis sottoscrivessero il terzo atto convenzionale per la superstrada, il 29 maggio 2017, in virtù delle nuove stime di traffico e della revisione al ribasso delle entrate del Consorzio Sis, dato il rischio d'impresa che si assume la Regione versando un contributo di 300 milioni per l'opera.

Le stime, stando a fonti autorevoli, sono di una netta accelerazione dei cantieri.

Oggi - senza bond - i lavori procedono al ritmo di 30 milioni al mese, ma a regime saranno tra i 40 e i 50 milioni. L'aggiustamento potrebbe già verificarsi tra un paio di mesi, questo autunno. Il Consorzio Sis conferma intanto la consegna a settembre 2020 come da accordi. È possibile, tuttavia, che vi possa essere un'apertura anticipata del tratto tra Spresiano e Montecchio Maggiore, nel corso del prossimo anno. Il bond è la parte prevalente, in termini di valori, delle fonti complessive di finanziamento dell'opera per cui è stato definito un investimento complessivo di 2,258 miliardi di euro, confermato anche nell'ultima convenzione. L'obbligazione, nel suo collocamento, si è sbloccata solo dopo l'intesa firmata dalla Regione Veneto con Cassa Depositi e Prestiti e dopo la revisione dell'assetto convenzionale con il concessionario Sis. Ma nulla è dato per scontato e, al momento, la Regione Veneto e il suo governatore Luca Zaia preferiscono non commentare il collocamento in corso. Nonostante la "nuova" garanzia di Jp Morgan, la assai complessa storia finanziaria della Pedemontana (almeno quella vissuta finora, considerando che l'opera è andata a gara nel 2006 ma il progetto data 1990) impone bocche cucite fino alla firma. Date le clausole della nuova convenzione di maggio, volute da Palazzo Balbi, solo con la chiusura dell'obbligazione la Regione metterà i "suoi" 300 milioni.

Questo della Pedemontana non è il primo project bond della Regione nel campo delle infrastrutture. Ad aprile 2016, infatti, visto la luce in Veneto, con garanzia della Bei, un bond da 830 milioni di euro che ha consentito alla Cav di completare la restituzione ad Anas di quanto a suo tempo anticipato per la realizzazione del Passante di Mestre. Si trattò, allora, della prima operazione finanziaria di questo tipo in Italia, una delle quattro siglate in Europa.

Nove i soggetti istituzionali che hanno acquistato i bond emessi dalla Cav alla borsa di Lussemburgo, dove sono stati quotati. La fetta più cospicua è andata ad Allianz assicurazioni con 400 milioni, Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) ne ha comprate per 200 milioni, le Generali di Trieste per 100, M&G (un fondo di investimenti britannico che gestisce un patrimonio di 335 miliardi) 40 milioni, Nnip (fondo olandese che si occupa di previdenza) ha sottoscritto 35 milioni, Lbp (la banca postale francese) 30, la società francese Scor ne ha acquistate per 20, la società assicurativa Itas ne ha messe in portafogli 2,5 e il Fondo solidarietà veneto (il fondo pensione destinato ai lavoratori dipendenti del settore industriale e artigianale) 2,5 milioni. Solidarietà Veneto è stato l'unico a veder riconosciuto il 100% di quanto richiesto a fronte ordini superiori del 30% rispetto al

valore dell'emissione.

Continuano, intanto, sull'asse Vicenza-Treviso non solo i lavori ma anche i pagamenti degli acconti sulle indennità e gli indennizzi per gli espropri: circa 10 milioni al mese per un totale, secondo gli accordi firmati il 29 maggio, di 55 milioni complessivi.

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