Venezia candidata del Nord
Il sostegno di Milano e di Torino. Gianni Alemanno dalla Capitale «Il nostro progetto è già pronto e vi stupirà»
TORINO. Un patto del Nord a sostegno della
candidatura olimpica di Venezia. Torino e Milano scendono in campo
per sostenere la corsa di Venezia, e del Veneto, nella sfida con
Roma per la designazione di candidata italiana per i Giochi del
2020. Ieri, nella sede dell’Unione Industriali della Mole, il
sindaco Sergio Chiamparino ha consegnato, idealmente, il testimone
di ultima città olimpica italiana a Massimo Cacciari, allargando lo
scenario della contesa con la Capitale.
«Il Coni valuti la candidatura migliore senza dare nulla per
scontato» è stato l’invito di Chiamparino, che ha avuto più di una
parola di sostegno per la delegazione veneta composta da Cacciari,
dal vicegovernatore Franco Manzato, dal leader di Confindustria
Veneto Andrea Tomat e dal direttore di Venezia 2020, Federico
Fantini. Non più, quindi, Venezia contro Roma. Ma il Nord contro
Roma. Dopo la tappa di Torino, infatti, a fine febbraio il Comitato
veneziano sarà a Milano per raccogliere l’appoggio di Letizia
Moratti mentre altri contatti sono in corso: Bologna ma anche il
Friuli-Venezia Giulia. Roma, con il sindaco Gianni Alemanno,
annuncia meraviglie - «il 26 gennaio presenteremo un progetto per
il villaggio olimpico che vi stupirà» - e Venezia 2020 alza la
posta in palio. «Il mitico Nordest, che tanto mitico non è - ha
detto Cacciari - è stanco della retorica che lo inquadra solo come
la locomotiva economica del Paese. Il Nordest è stufo di non
vedersi riconosciuto come territorio dove si produce cultura e dove
c’è una grande tradizione sportiva».
Da Est a Ovest, Venezia 2020 punta (e in buona parte c’è già
riuscita) a costruire un fronte del consenso incardinato su un tris
di manifestazioni internazionali (Olimpiadi invernali di Torino del
2006, Expo di Milano nel 2015 e Olimpiadi di Venezia nel 2020) in
grado di proiettare questa parte del Paese nei nuovi scenari
competitivi, della mobilità e di crescita urbanistica che si
apriranno una volta usciti dalla crisi. «La sfida - ha riassunto
Tomat - è dimostrare che un’area così vasta può muoversi come un
corpo unico. Abbiamo bisogno di qualcosa di nuovo, di far conoscere
le eccellenze valorizzando un Nord che produce impresa, cultura e
conoscenze».
Il timore, non c’è da nasconderlo, è che la candidatura di Venezia
possa essere stralciata, a favore di Roma, prima di una votazione
in Consiglio. Ma sia l’ex membro di giunta, il padovano Sergio
Melai, sia uno degli attuali, il bronzo olimpico Eddy Ottoz,
assicurano che così non sarà. «Venezia olimpica - ha aggiunto
Manzato - sarà il coronamento dello sviluppo e del dinamismo
economico e sociale di una realtà territoriale da sempre aperta al
mondo, e oggi baricentrica tra Europa e Mediterraneo».
Per quanto riguarda il possibile coinvolgimento dell’area di Porto
Marghera, Cacciari ha concluso: «In attesa di capire gli indirizzi
del governo sulle bonifiche non l’abbiamo inserita nel master plan.
Quando ci sarà uno scenario definito, siamo pronti a rivalutarla.
Giavazzi? Spesso vive altrove»
(19 gennaio 2010)