Soldati, scontro governo-Comune
Il ministro La Russa li mette a disposizione, Cacciari: «A che servono?»
di Alberto Vitucci
I reati sono in calo, Venezia è una delle città più sicure d’I
talia. Dunque a che serve l’Esercito? Il governo vuole inviare i
soldati in laguna ma il Comune non ci sta. «Solo demagogia e spreco
di denaro pubblico», attacca il vicesindaco Michele Vianello, «qui
dei soldati non abbiamo bisogno. Li mandino a cercare i terroristi,
Venezia non è l’Afghanistan».
Torna alta la tensione politica dopo che il governo ha confermato
la volontà di inviare in laguna 90 soldati. Un decreto approvato
ieri ne estende l’impiego in città. «Da un anno circola questa
leggenda», commenta il sindaco Massimo Cacciari, «e periodicamente
il governo tira fuori i militari. A me risulta che non esistono
relazioni delle forze dell’ordine che denunciano una situazione
critica della nostra città. Anzi. Può darsi che mi sbagli e che
abbiano ragione le camicie verdi, ma mi pare che anche polizia,
carabinieri e finanza la pensino così. Se le autorità chiederanno i
militari perché c’è un’emergenza, io sottoscrivo. Se il mio amico
La Russa vuole darmi cento marines da mettere agli ordini del
comandante dei vigili Marco Agostini va bene. Ma decidiamo noi come
impiegarli: abbiamo bisogno di vigili, anche per dirigere il
traffico».
«Le forze dell’ordine da sole non ce la fanno», commenta Raffaele
Speranzon (Pdl) che per oggi annuncia l’arrivo in città di 30
militari su richiesta della Provincia. Vianello cita i dati del
ministero dell’Interno, diffusi ieri dal Sole 24 Ore. I reati
calano ovunque dell’8,1 per cento. Ma quel che più interessa è che
Venezia non compare mai ai primi posti come «città pericolosa».
Furti, rapine, omicidi, truffe e scippi: Venezia non è mai tra i
primi dieci, solo alla voce «borseggi» è ottava con 3 mila episodi,
il 28 per cento in meno dell’anno precedente. Il segno meno appare
poi su tutte le voci dei reati (vedi tabella qui sopra). Segno che
in qualche modo le forze dell’ordine lavorano anche senza Esercito.
E che Venezia, tutto sommato, è una città tranquilla. «Dunque
meglio non prendersi in giro», dice Vianello, «i militari li usino
dove serve, per cose più serie. Qui non servono, non c’è alcuna
emergenza». Altro discorso riguarda il commercio ambulante abusivo.
In alcune zone e in alcuni periodi un fenomeno che disturba,
soprattutto i commercianti. Ma non certo un’emergenza di ordine
pubblico. «Per contrastare il commercio abusivo basta che mi diano
carabinieri in borghese», dice Vianello.
Ma il tam tam non si ferma. Sull’onda della politica nazionale,
anche il centrodestra veneziano insiste sull’uso dei militari. La
presidente della Provincia Francesca Zaccariotto ha annunciato che
manderà i 48 agenti della Polizia provinciale a presidiare le
spiagge, i primi si sono già visti a Bibione. «Demagogìa di un
governo che parla di sicurezza ma toglie risorse alle forze di
polizia», dice il parlamentare dei Ds Andrea Martella, «il prefetto
convochi al più presto il tavolo per la sicurezza evitando così
fughe in avanti di amministratori in cerca di visibilità». Al coro
di «no» all’invio dell’Esercito si aggiungono anche numerosi
consiglieri comunali e provinciali del Pd. «Nessuno li ha chiesti
questi militari», dice il capogruppo del Pd in Consiglio comunale
Claudio Borghello, «e come sempre siamo al folklore. Grande clamore
mediatico, annunci e risultati zero. Un premio a chi vedrà i
soldati». Giannandrea Mencini (Verdi) giudica «grave» che la
Provincia metta i suoi agenti a caccia di vu’ cumprà invece che di
pescatori e cacciatori abusivi.
(04 agosto 2009)