Passi carrai, rivolta contro il canone
In 300 protestano davanti all'Anas
Il popolo dei «passi carrai» invade la sede centrale dell’Anas di Mestre. Erano quasi in 300 ieri mattina, privati, ristoratori, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi, provenienti da tutto il Veneto, per protestare contro il canone sui passi carrai, aumentato esponenzialmente negli ultimi 5 anni
di Marta Artico
Il popolo dei passi carrai
MESTRE. Erano quasi in 300 ieri mattina, privati,
ristoratori, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi, provenienti
da tutto il Veneto, per protestare contro il canone sui passi
carrai, aumentato negli ultimi 5 anni esponenzialmente, tanto da
ridurre sul lastrico più di qualcuno.
I manifestanti muniti di megafoni, cartelloni di ogni genere e
sorta, sono arrivati chi in auto, chi in comitiva. Due pullman
turistici hanno accostato lungo via Forte Marghera, il primo
proveniva da Belluno (che aveva raccolto cittadini di Belluno,
Conegliano e Oderzo), il secondo era carico di abitanti di Rovigo,
Codevigo e del Padovano. Località attraversate da strade statali,
via Triestina piuttosto che la Romea. Corposa la presenza dei
chioggiotti. Unico l’obiettivo: chiedere l’abolizione del canone
sui passi carrai schizzato alle stelle e discutere la questione dei
pregressi.
Il «Comitato vittime passi carrai» conta oltre 1.500 iscritti. «Al
Sud lo chiamerebbero piz...o» recita un cartellone. «15 mila euro
per un passo carraio? Complimenti», si legge in un manifesto. E
ancora: «Diecimila euro per entrare a casa mia, importi da
strozzinaggio».
Angelo Bonazza, titolare dell’omonimo salumificio di Ca’ Noghera,
per entrare nella attività lungo la Triestina, deve transitare su
un passo carraio. E’ stato censito 9 anni fa. Risultato: 11 mila
euro di arretrati. «Ho protestato all’Anas e poi ho fatto ricorso -
spiega - in ultima la pratica è andata a Roma e mi è arrivata una
ingiunzione di pagamento. Ci siamo accordati per 8.600 euro pagati
due anni fa. Adesso ne verso 900 più Iva all’anno, da saldare entro
febbraio». Geremia Giannino è di Legnaro: «Avevo un’officina e una
carrozzeria, ma ho dovuto chiudere perché non ce la facevo a pagare
tutti quei soldi». «Riceviamo telefonate minatorie - racconta il
titolare del ristorante Giosuè di Codevigo - senza contare che
facciamo noi un servizio ad Anas, perché dobbiamo sorbirci senza
fiatare i camionisti che parcheggiano nel nostro spiazzo, lasciando
sporcizia». C’è poi il fatto che chi sta fuori dal centro urbano
non paga, per questo i comitati sostengono che vi sia una
violazione della legge della concorrenza. Attorno alle 11 i
rappresentanti sono stati ascoltati dal dirigente dell’Anas Eutimio
Mucilli.
Con loro il sindaco di Ponte delle Alpi Roger De Menec, l’assessore
ai Trasporti di Longarone Giorgio Bartoli, il sindaco di Codevigo
Graziano Bacco e il vicesindaco di Legnaro Giovanni Bettini. Poi di
corsa nella sede di Veneto Strade per sistemare la questione
arretrati: «Abbiamo fatto un passo avanti - spiega Walter Azzalini
del Comitato - la direzione dell’Anas di Venezia ci ha assicurato
che si farà portavoce a Roma dell’abolizione della tassa e
discuterà la questione spinosa dei pregressi, che attanaglia tutti.
Ci sono attività che se dovessero pagare ora, con la crisi,
chiuderebbero». «E’ andata come speravamo - commenta il presidente
del Comitato Luciano Soffiato - Veneto Strade ci ha confermato che
non manderà più ai cittadini alcuna richiesta di canone per le
strade di sua competenza».
(09 febbraio 2010)