Nucleare, il Veneto si offre: "Pronti per una centrale"
Galan: «Fondamentale produrre energia a prezzi convenienti»
di Simonetta Zanetti
MILANO. «Parliamone, perché no?». Giancarlo Galan apre il Veneto al
nucleare dopo la firma del patto tra Italia e Francia per la
costruzione di quattro centrali sul territorio nazionale. «Bisogna
affrontare il problema senza ipocrisie - sostiene il governatore -
le energie alternative sono importanti e vanno sviluppate: la
verità è che per il futuro l’unica soluzione è il nucleare.
In Italia, attualmente, c’è un duplice problema che è di riuscire
a produrre energia e di farlo a prezzi competitivi. E affinché
questo avvenga dobbiamo riuscire ad affrancarci politicamente dalle
fonti di approvvigionamento - prosegue Galan - certo noi abbiamo
già fatto qualcosa con il rigassificatore di Porto Tolle, ma si può
fare di più. E il Veneto ha messo a disposizione la centrale di
Polesine Camerini».
All’interno della giunta regionale però non mancano le
perplessità. «Con la centrale di Porto Tolle il Veneto ha già dato
abbastanza» riflette Vendemiano Sartor, assessore all’economia. E
il vicepresidente leghista Manzato avverte: «Valutiamo bene: la
pressione sociale è enorme».
«Avevo invitato a prendere in considerazione la soluzione di
Polesine Camerini - spiega il presidente - Ma mi è stato detto che
non andava bene, che non aveva i requisiti tecnici. Quello che
credo io è che nella vita sia necessario porsi dinnanzi ai problemi
con un atteggiamento laico. Parlarne, ragionarci. Dopodiché abbiamo
a due passi le centrali slovene. Cosa cambia? Poi che gli impianti
vengano fatti in Veneto o in Lombardia, anche in questo caso non
cambia nulla. O forse sì, magari Formigoni mi farà pagare un
sovrapprezzo» conclude con una battuta alla volta del collega
lombardo, al suo fianco dopo la sottoscrizione del protocollo per l’
Expo 2015.
«Sono favorevole alla decisione del Governo di far tornare l’e
nergia nucleare in Italia - conferma quest’ultimo - oggi gli
imprenditori devono poter accedere a maggiori quantità di energia a
prezzi minori. Senza contare che gli impianti di oggi sono
assolutamente sicuri». Quanto alla possibilità che una centrale
trovi posto in pianura padana, Formigoni commenta: «Intanto
attendiamo che il governo formuli una proposta - chiarisce il
presidente della Lombardia - da parte nostra, comunque, stiamo già
studiando per vedere se c’è un sito adatto all’eventualità».
La proposta di Galan però scatena il dibattito politico in giunta
regionale. L’esponente leghista Franco Manzato, vicepresidente con
delega al turismo, invita alla riflessione: «E’ prematuro parlare
oggi di siti - spiega - semmai aspettiamo che gli esperti
individuino una trentina di località possibili in tutto il paese. E
poi vediamo quali sono quelli con il minore impatto». Un eventuale
«sacrificio» del Veneto però, secondo il vicepresidente, dovrà
essere ricompensato: «Una centrale nucleare deve portare oneri ma
anche onori. Ci deve essere insomma una compensazione per la
regione che la ospita sul suo territorio».
Anche l’assessore all’economia Vendemiano Sartor fa il punto sui
costi e sui benefici della politica energetica degli ultimi anni:
«Abbiamo già il rigassificatore e se verrà riconvertita la centrale
di Porte Tolle credo che il Veneto andrà in credito». Nessuna
opposizione al progetto delle centrali: «Regolare il deficit
energetico del nostro paese è un dovere per il governo. E noi lo
condividiamo in pieno - sottolinea Sartor - Anche perché oggi i
prezzi del petrolio sono bassi, ma non sarà sempre così».
Favorevole al nucleare, e «pronto in caso di accellerazione», è l’a
ssessore all’ambiente Giancarlo Conta: «L’atomo è una risorsa
alternativa importantissima. E la tecnologia garantisce tutti i
requisiti di sicurezza necessari alla costruzione di nuove centrali
- osserva - Noi comunque stiamo investendo molto anche sulle
energie alternative. E anche sulla termovalorizzazione: per
utilizzare i rifiuti per produrre energia». Il progetto di una
centrale nucleare in Veneto registra anche la netta opposizione
delle associazioni ambientaliste.
Lucio Passi, della segreteria regionale di Legambiente Veneto è
certo: «I nostri governanti stanno guardando al passato, mentre l’i
nnovazione ambientale è il futuro - afferma - Investire nell’a
mbiente e nelle fonti rinnovabili può servire invece ad uscire
dalla crisi».
(26 febbraio 2009)