L’accordo c’è, Vinyls riparte
Impianti attivi dal 15 dicembre, materie prime assicurate solo per 3 mesi
di Gianni Favarato
Dopo la forte tensione degli ultimi giorni, ieri è stato finalmente
firmato al ministero dello Sviluppo l’accordo con cui l’Eni - a
fronte delle garanzie bancarie e dei pagamenti concordati - si
impegna a fornire le materie prime che permetteranno a Vinyls di
riavviare la produzione per almeno tre mesi.
L’accordo - illustrato ieri sera dall’avvocato Pizzigati, prima ai
lavoratori attorno al falò del presidio e poi ai segretari dei
chimici di Cgil, Cisl e Uil - risolve solo «temporaneamente» i
problemi che attanagliano l’ex Ineos (già in stato)
pre-fallimentare, acquistata da Fiorenzo Sartor che dopo un mese e
mezzo ha portato i libri contabili in Tribunale. Il futuro di
Vinyls, oltre i tre mesi, resta un’incognita. Resta da trovare un
nuovo imprenditore disposto ad acquisire tutti gli impianti del
ciclo del cloro sia a Porto Marghera che in Sardegna; impianti che
da anni sono in forte passivo e abbisognano di consistenti
investimenti. Il commissario Pizzigati, anche a nome degli altri
due commissari (Simone e Appedu), ha escluso per il momento il
ricorso alla cassa integrazione.
La produzione dovrebbe ripartire, previe le delicate e lunghe
procedure di riavvio di impianti sempre a rischio di «incidente
rilevante», il 15 dicembre o, comunque, prima del giorno 20, data
dell’udienza fissata dal Tribunale fallimentare per la verifica del
piano di risanamento finanziario da far approvare dal comitato dei
creditori di Vinyls. La legge Prodi bis, che regola la procedura di
«amministrazione straordinaria», prevede che il riavvio dell’a
ttività produttiva può avvenire solo se l’attività stessa «non sarà
in perdita» e, quindi, non continuerà ad accumulare debiti che si
aggiungano a quelli già esistenti per i quali il Tribunale ha già
dichiarato lo stato di insolvenza. In caso contrario, il Tribunale
potrà bocciare il piano dei commissari e portare a termine la
procedura fallimentare.
(13 novembre 2009)