Il Leone sale sul ring
Vince "The Wrestler" di Aronofsky e Rourke. L'Italia si consola con Orlando miglior attore
di Enrico Tantucci
Ha vinto Mickey Rourke. La giuria, per i vincoli del regolamento,
non ha potuto assegnargli la Coppa Volpi per il miglior attore
protagonista, ma il trionfatore della 65ª Mostra del Cinema è lui,
e il Leone d’Oro a The Wrestler assegnato ieri da Wenders e soci,
poggia interamente sulle sue spalle da lottatore. «Il premio va
anche a un attore straordinario come Mickey Rourke», ha infatti
detto, a scanso di equivoci, il presidente della giuria - in
smoking da carabiniere, ma senza il cappello d’ordinanza -
annunciando il Leone d’Oro per il suo film e invitandolo a salire.
E chiedendo contemporaneamente dal palco della Sala Grande, nella
serata finale alla Mostra, «di cambiare il regolamento che vieta
sovrapposizione tra i tre premi maggiori e le Coppe Volpi per l’i
nterpretazione. In alcuni di noi giurati ci sono cuori infelici,
insoddisfatti».
Più tardi ha aggiunto: «Non accetterò mai più di essere in una
giuria per il resto della mia vita. Questa esperienza è stata
fantastica, ma il lavoro è troppo duro. So che questa sera ci sono
dei cuori spezzati, che qualcuno è infelice ed inoltre, come
responsabile della giuria, non sono riuscito a dare tutti i premi
che avrei voluto». E’ apparso chiaro a tutti che senza i vincoli
del regolamento, Leone d’Oro - a sorpresa - e Coppa Volpi sarebbero
andati entrambi al film di Rourke, anche se per il primo premio ha
a lungo lottato anche Teza di Halle Gerima, risarcito poi con il
Premio della Giuria e un’Osella per la sceneggiatura. Esclusi
invece dal palmarés finale film pur tenuti in considerazione dalla
giuria film come Vegas di Naderi, Rachel Getting Married di Demme e
lo stesso Ponyo di Miyazaki. Gli sforzi di Wenders e di Valeria
Golino (con il direttore Marco Müller a distanza) non sono invece
riusciti a far rientrare nella platea dei premi il film di Marco
Bechis. Del mancato premio a Rourke ha beneficiato un felicissimo e
un po’ nel pallone Silvio Orlando (non scendeva più dal palco),
premiato con la Coppa Volpi per la sua interpretazione ne Il papà
di Giovanna di Pupi Avati, che con stralunata schiettezza, così si
è rivolto alla giurata italiana Valeria Golino: «Valeria, non so
come hai fatto a convincerli».
Ma, tornando a Rourke, è stato lui a fare il protagonista sul
palco, prendendo il microfono per ringraziare giuria e Mostra, con
Aronofsky - che ha voluto dedicare il premio a tutti i lottatori di
wrestling e che due anni fa era stato “maltrattato” dal Festival
per il suo The Fountain - a fargli da spalla. «C’è un film con una
performance che ci ha spezzato il cuore e quando pensi a qualcosa
del genere pensi a Mickey Rourke», ha detto Wenders. L’attore ha
ringraziato, confortando «la fantagiuria per aver preso la
decisione giusta». Ma bella anche la piana emozione del regista
etiope Haile Gerima, che ha ringraziato tutti per l’Osella ricevuta
e, richiamato sul palco per il più importante Premio alla Giuria,
ha detto: «Grazie ai giurati, perché mi ero dimenticato di
ringraziare il mio operatore italiano Mauro Masini, ci ero rimasto
male, e questo secondo premio mi dà la possibilità di farlo
ora».
Altro beneficiato è stato il film russo Paper Soldier, premiato
con il Leone d’Argento e con un’Osella per la fotografia. E dal
palco il regista - “tradotto“ da una Xsenia Rappoport, madrina
della serata un po’ sbadata - ha voluto ringraziare «il mio amico
Vasilij, che ha venduto il suo appartamento per finanziare il
film». Resta nella memoria della serata l’emozione sincera della
giovane attrice Jennifer Lawrence che ha quasi pianto nel ritirare
la Coppa Volpi per la sua convincente interpretazione in The
Burning Plain di Guillermo Arriaga. Grande anche l’emozione dell’«
esordiente stagionato» - come lo ha definito il premiatore Massimo
Ghini - Gianni Di Gregorio, quasi 60 anni, vincitore del Premio De
Laurentiis - Leone del futuro, regista del piccolo gioiello Pranzo
di ferragosto con le “sue“ vecchiette protagoniste (età media 88
anni). «Ci ha sconvolti per il soffio di giovinezza e finezza di
spirito - ha commentato il presidente della giuria del premio
Abdellatif Kechiche - offrendoci uno sguardo tenero sui
personaggi». Felice anche Dominique Blanc, Coppa Volpi per la
migliore attrice per il film L’autre, mentre il presidente della
Biennale Paolo Baratta ha chiuso il Festival.
(06 settembre 2008)