Donati alla Libia 30 motoscafi della Polizia
Dono di Berlusconi alla Libia. Comprati 3 anni fa e mai usati perché difettosi. Barche costate 25 mila euro l’una e mai usate perché mal fatte.
di Carlo Mion
Venezia. Trenta motoscafi finora in dotazione alla
Polizia di Venezia sono partiti ieri alla volta di Tripoli, dove
saranno destinati a pattugliare la costa libica con funzione
anti-clandestini. Le barche sono un dono del premier italiano
Silvio Berlusconi al dittatore Muhammar Gheddafi in seguito all’i
ntesa firmata dai due Paesi un paio di settimane fa. Costati 25
mila euro l’uno, i 30 motoscafi erano giunti in laguna tre anni fa,
ma non erano mai stati utilizzati perché difettosi. Costruiti per
essere pilotati da persone non più alte di 170 centimetri, erano
risultati anche troppo larghi per passare in alcuni canali. Il loro
fondo piatto li rendeva ingovernabili.
Attese per anni come manna dal cielo, le trenta volanti nuove
destinate al servizio lagunare si erano dimostrate un flop. Tanto
che una commissione ministeriale le aveva bloccate a terra perché a
dir poco inadeguate. Ora le imbarcazioni fatte costruire
appositamente dalla Polizia per il servizio del controllo in laguna
sono state inviate in Libia. Serviranno al controllo delle coste
libiche nella lotta al flusso dei clandestini verso l’Italia. Sono
state regalte al vicino Paese mediterraneo in base all’accordo
firmato due settimane fa a Tripoli dal premier Silvio Berlusconi e
da Gheddafi.
Si spera che lì abbiano più fortuna e siano utili. Non come a
Venezia, dove si sono dimostrate una spesa inutile: 30 barche
inutilizzabili perché mal progettate e con una sfilza di difetti da
far impallidire. Caricate su una nave, sono partite ieri dal porto
di La Spezia.
Appena arrivate in centro storico, tre anni fa, avevano subito
fatto imprecare i motoscafisti della Questura. Infatti, nonostante
gli agenti delle volanti lagunari non siano giocatori di basket,
erano risultati troppo alti per poter guidare le moderne volanti
costate ben 25 mila euro l’una. Chi superava il metro e 70 non
riesciva a pilotarle. Dei trenta motoscafisti che lavoravno a
Venezia all’epoca, uno solo aveva questa caratteristica. I libici,
si sa, sono mediamente più piccoli degli italiani. Nessuno aveva
calcolato che nel 2005 l’altezza media degli agenti superava il
metro e 75 e l’amministrazione aveva fatto realizzare delle
imbarcaziuoni adatte a persone con una statura media di 30 anni
fa.
La storia delle nuove volanti lagunari, comunque, è sempre stata
caratterizzata da episodi che hanno dell’incredibile. I primi scafi
sono stati realizzati rovesci. Ne sono stati buttati via parecchi.
Chi da Venezia aveva spedito i lucidi dei progetti li aveva inviati
al cantiere sul lago di Como ribaltandoli a specchio. Poi, quando
le barche sono arrivate in centro storico, si è scoperto che in
molti canali non passavano perché troppo larghe; inoltre avevano la
guida dal lato opposto a dove solitamente si trova. E poi la
chiglia: completamente sbagliata, tanto piatta da rendere l’i
mbarcazione ingovernabile quando c’era l’onda di ritorno nella
navigazione nei canali.
(24 settembre 2008)