Crisi a Venezia, aumentati sfratti e pignoramenti
La crisi in laguna? Per i giudici diventa un superlavoro. Sono 7.743 i procedimenti avviati nei confronti di famiglie e imprenditori che non sono più in grado di pagare rate e mutui
di Gianluca Codognato
Mestre
VENEZIA. Altro che «fannulloni». Magistrati e cancellieri del
Tribunale di Venezia sono costretti agli straordinari. Tutta colpa
della crisi, che nel 2009 ha portato sulle scrivanie dei giudici
lagunari più sfratti, più pignoramenti, più fallimenti.
Tradotto in numeri l’extra-lavoro è ben
evidenziato. I procedimenti nei confronti di famiglie e
imprenditori morosi o inadempienti finiti in Tribunale lo scorso
anno sono 7.743 contro i 6.402 del 2008. Un 20,9% in più non
compensato da ulteriori incrementi dell’organico. A testimoniare l’i
mpatto della crisi sulle aule di giustizia ci pensa un’indagine del
Sole 24 Ore che ha coinvolto una quarantina di uffici sul
territorio nazionale. «Aumentano i procedimenti - spiega al
quotidiano economico Paolo Corder, magistrato di Venezia - ma
rimaniamo gli stessi giudici con lo stesso personale
amministrativo».
Difficoltà. Sulle scrivanie dei giudici abbondano
soprattutto decreti ingiuntivi e pignoramenti mobiliari. «A Venezia
- spiega Valter Rigobon, segretario regionale di Adiconsum - molti
lavoratori sono stati costretti alla cassa integrazione. Diverse
famiglie, dunque, non sono state più in grado di onorare i debiti».
Ecco dunque che lo scorso anno nel Tribunale di Venezia i
pignoramenti mobiliari sono aumentati del 14,9%, i decreti
ingiuntivi del 18,6. I pignoramenti delle case, invece, crescono di
poco ma il loro impatto sulle famiglie può essere devastante. Sono
758 nel 2009 gli immobili «requisiti» dagli istituti di credito a
causa di ritardi nel pagamento della rata del mutuo.
Sfratti. Per le famiglie veneziane anche il
pagamento dell’affitto rappresenta un problema. Gli sfratti per
morosità sono quasi 700 nel 2009, circa un quarto in più rispetto
all’anno precedente. «Le difficoltà delle famiglie veneziane nel
pagamento del canone di locazione - spiega Rigobon - non dipendono
solo dal costo dell’affitto. Ma anche da luce e gas. Non
dimentichiamoci che molti nuclei sono costretti ad accedere al
credito al consumo per pagare appunto le bollette». La ripresa? «Da
quello che sto vedendo nelle ultime settimane - continua il
rappresentante dei consumatori - è possibile che il 2010 sia ancora
peggio del 2009. Le richieste d’aiuto pervenuteci a gennaio sono il
10/15% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A
dimostrazione che proprio nel 2010 gli effetti della crisi sulle
famiglie si faranno sentire in modo più massiccio. La moratoria sui
mutui rappresenta certo un passo importante. Ma adesso gli istituti
di credito dovrebbero allargare anche al credito al consumo la
sospensione per un anno del pagamento della rata».
Extra-lavoro. I giudici veneziani, naturalmente,
si ritrovano anche ad affrontare un boom di fallimenti di aziende
travolte dalla crisi. In questo contesto, i procedimenti al vaglio
del Tribunale di Venezia sono passati da 279 a 426 (più 34,5%). Una
crescita dovuta al crollo dell’attività produttiva e della domanda
registrato nel 2009. Alla fine, i procedimenti analizzati e in
parte svolti dai giudici lagunari sono circa 7.750, oltre il 20% in
più dell’anno prima. I cancellieri e i magistrati nono sono però
aumentati di numero e dunque devono affrontare un massiccio
extralavoro.
(09 febbraio 2010)