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lunedì 22.03.2010 ore 12.32
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Acqua alta, i dati arrivano dalla Croazia

Informazioni «difficili» da Roma, il Comune si rivolge al governo di Zagabria per i dati sulle maree
di Alberto Vitucci
Dallo Stato non riescono ad avere dati e informazioni sulle correnti dell’Adriatico. Così il centro Maree del Comune ha stretto un accordo con la Croazia per avere le misurazioni della marea in mare aperto. E migliorare l’attendibilità delle previsioni delle acque alte. Il protocollo d’intesa è stato firmato qualche giorno fa. Poche migliaia di euro e la concessione da parte del governo di Zagabria di poter utilizzare i sensori e i mareografi messi nelle isole della Dalmazia in mezzo all’Adriatico.

«Per noi sono informazioni preziose», dconferma il direttore del Centro maree Paolo Canestrelli, «insieme al meteo e ai venti la velocità delle correnti e la quota di marea dell’Adriatico al largo delle coste veneziane è un elemento essenziale per formulare con i modelli matematici una buona previsione.

Un sistema già piuttosto affidabile, che in occasione delle ultime acque alte della settimana scorsa ha centrato quasi al centimetro la previsione, allertando il sistema di avvisi via sms e le sirene. «Le previsioni dovranno essere il centro del sistema soprattutto quando il Mose sarà costruito», dice Canestrelli.

Una previsione affidabile consentirà infatti di evitare falsi allarmi e chiusure delle paratoie immotivate, con gravi danni alla laguna e al sistema portuale. Nonostante tutti ne siano consapevoli, il processo di potenziamento dell’Ufficio maree va a rilento. L’Istituzione creata da Ca’ Farsetti non ha ancora un organigramma stabile e Canestrelli, ideatore e fondatore del centro, forse il maggiore epserto del settore, non ha ancora formalmente la qualifica di direttore. Non è un dettaglio, perché tra qualche mese potrebbe partire il trasferimento del Centro in uno dei capannoni dell’Arsenale restaurati dal Magistrato Alle Acque.

L’accordo tra Comune e Stato è firmato, si tratta di decidere chi avrà il controllo della nuova struttura, storicamente in capo al Comune. Intanto l’Ufficio maree continua il suo monitoraggio della situazione delle maree. Nella bocca di Porto di Chioggia gli ultimi dati scientifici danno ragione ai pescatori, che dopo l’avvio dei lavori del Mose segnalano un aumento consistente della velocità della corrente e dell’acqua in entrata.

I primi dati del monitoraggio rivelano un incremento della velocità dell’acqua del 18 per cento. «Accelerazione», commentano i tecnici, «dovuta alla costruzione del porto rifugio sulla sponda di Ca’ Roman». Diversa la situazione al Lido, dove la costruzione dell’i sola artificiale sta provocando una modifica delle correnti.
(19 novembre 2009)
 
 
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