Acqua alta, i dati arrivano dalla Croazia
Informazioni «difficili» da Roma, il Comune si rivolge al governo di Zagabria per i dati sulle maree
di Alberto Vitucci
Dallo Stato non riescono ad avere dati e informazioni sulle
correnti dell’Adriatico. Così il centro Maree del Comune ha stretto
un accordo con la Croazia per avere le misurazioni della marea in
mare aperto. E migliorare l’attendibilità delle previsioni delle
acque alte. Il protocollo d’intesa è stato firmato qualche giorno
fa. Poche migliaia di euro e la concessione da parte del governo di
Zagabria di poter utilizzare i sensori e i mareografi messi nelle
isole della Dalmazia in mezzo all’Adriatico.
«Per noi sono informazioni preziose», dconferma il direttore del
Centro maree Paolo Canestrelli, «insieme al meteo e ai venti la
velocità delle correnti e la quota di marea dell’Adriatico al largo
delle coste veneziane è un elemento essenziale per formulare con i
modelli matematici una buona previsione.
Un sistema già piuttosto affidabile, che in occasione delle ultime
acque alte della settimana scorsa ha centrato quasi al centimetro
la previsione, allertando il sistema di avvisi via sms e le sirene.
«Le previsioni dovranno essere il centro del sistema soprattutto
quando il Mose sarà costruito», dice Canestrelli.
Una previsione affidabile consentirà infatti di evitare falsi
allarmi e chiusure delle paratoie immotivate, con gravi danni alla
laguna e al sistema portuale. Nonostante tutti ne siano
consapevoli, il processo di potenziamento dell’Ufficio maree va a
rilento. L’Istituzione creata da Ca’ Farsetti non ha ancora un
organigramma stabile e Canestrelli, ideatore e fondatore del
centro, forse il maggiore epserto del settore, non ha ancora
formalmente la qualifica di direttore. Non è un dettaglio, perché
tra qualche mese potrebbe partire il trasferimento del Centro in
uno dei capannoni dell’Arsenale restaurati dal Magistrato Alle
Acque.
L’accordo tra Comune e Stato è firmato, si tratta di decidere chi
avrà il controllo della nuova struttura, storicamente in capo al
Comune. Intanto l’Ufficio maree continua il suo monitoraggio della
situazione delle maree. Nella bocca di Porto di Chioggia gli ultimi
dati scientifici danno ragione ai pescatori, che dopo l’avvio dei
lavori del Mose segnalano un aumento consistente della velocità
della corrente e dell’acqua in entrata.
I primi dati del monitoraggio rivelano un incremento della velocità
dell’acqua del 18 per cento. «Accelerazione», commentano i tecnici,
«dovuta alla costruzione del porto rifugio sulla sponda di Ca’
Roman». Diversa la situazione al Lido, dove la costruzione dell’i
sola artificiale sta provocando una modifica delle correnti.
(19 novembre 2009)