Abitanti sotto quota 60 mila
Venezia soggiorno temporaneo
Mai così in basso nella sua storia, malgrado la ripresa delle nascite
di Enrico Tantucci
E prende piede l'idea che Venezia, come sostiene anche il Coses,
che per conto del Comune studia da tempo le dinamiche demografiche
della città, sia ormai più che altro un quartiere, una Manhattan
nella New York City rappresentata dalla città metropolitana
allargata a Mestre e a parti consistenti del Trevigiano e del
Padovano.
Il calo della popolazione - progressivamente rallentato negli
ultimi anni - circa 6 mila in meno negli ultimi otto anni, contro,
ad esempio gli 11 mila «spariti» nel decennio 1991-2001 - anche
perchè si è ormai raggiunto lo «zoccolo duro» dei residenti, che
continua però ad erodersi, anche se si registra un aumento della
natalità a fronte di una progressiva diminuzione della mortalità.
Ma si registra anche un'immigrazione da fuori del Comune di
popolazione giovane e un contenimento complessivo del saldo
migratorio interno.
In particolare, nel 2008, i nati sono stati in centro storico 456,
con un aumento di poco meno del 4 per cento rispetto all'anno
precedente e con una crescita sensibile soprattutto nell'area di
San Marco-Castello-Sant'Elena- Cannaregio. Ma, evidentemente, non
basta. Cresce anche vertiginosamente la percentuale di famiglie
costituite da un solo componente, che ormai sfiora il 50 per cento
di quelle veneziane e che è costituita soprattutto da persone di
età anziana.
Ma anche la media complessiva del centro storico è ormai
inferiore, sia pure di poco, ai due componenti per famiglia. Come
detto, al mantenimento della popolazione veneziana danno ormai un
contributo sensibile anche gli stranieri che si trasferiscono in
laguna, con quasi 300 residenti in più dal 2007 al 2008, quasi
tutti di età non avanzata. Il saldo naturale in centro storico
resta comunque negativo e ci vorrà ancora qualche anno - sulla base
delle previsioni dell'Ufficio Statistica del Comune - per arrivare
all'equilibrio che dovrebbe garantire il mantenimento della
popolazione residente, contando, evidentemente, anche su
«iniezioni» di nuova residenza, legata prevalentemente agli
stranieri, proseguendo nella tendenza ormai manifestatasi.
Insomma, sempre meno città e sempre più luogo di soggiorno
temporaneo, perché a Venezia tutti vogliono venire - per visitarla
o per tornarvi periodicamente - ma in pochi vogliono restare in
permanenza, come una compagna con cui non si vogliono intrattenere
relazioni stabili. Le politiche attuate dalle amministrazioni
comunali da diversi decenni a questa parte non sono minimamente
riuscite a invertire la tendenza. E' dal 1951, infatti, quando gli
abitanti del centro storico sfioravano i 175 mila, che l'esodo è
diventato il problema della città, con un calo di popolazione
sempre più accelerato.
Del resto le abitazioni occupate da non residenti, in modo più o
meno continuativo, sono ormai il 26 per cento, quasi un terzo
dell'intero patrimonio abitativo della città. Erano poco più del 9
per cento solo cinque anni fa. Ci si può consolare con il concetto
di «dimoranti», rispetto a quello di residenti in centro storico,
ampliando così ? la base demografica rispetto a quella quota 60
mila ormai abbattuta. Prospettiva difficile da accettare per quei
veneziani che credono ancora di vivere nella propria città.
(23 ottobre 2009)