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domenica 22.11.2009 ore 04.23
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Dragan, l'appello dei sindaci
al via la raccolta di fondi

I sindaci di Roncade e S. Martino, insieme alla Nuova Venezia, alla Tribuna di Treviso e al Mattino di Padova, hanno dato il via a una sottoscrizione. Aperto un conto corrente per raccogliere fondi per la famiglia dell'uomo che ha commosso il Veneto. Il sindaco Rubinato: dal governo una medaglia e il permesso ai congiunti. E i genitori dei piccoli si difendono: "Non siamo fuggiti"

di Rubina Bon e Silvia Trentin
RONCADE. Una gara di solidarietà per aiutare la famiglia di Dragan Cigan. E' mobilitazione dopo l'atto eroico del 31enne bosniaco, che ha salvato due bimbi roncadesi prima di annegare. La nuova Venezia, la Tribuna di Treviso, il mattino di Padova, assieme ai comuni di Roncade e San Martino di Lupari, hanno aperto il conto corrente al Credito Cooperativo dell'Alta Padovana - sede di Campodarsego - n°AC 123551 (codice Cab 62420, Abi 8429).

Il versamento può essere effettuato in qualsiasi filiale bancaria. Il conto è senza spese perché la Bcc vuole che alla famiglia arrivi l'intera somma raccolta. Il sindaco di Roncade, Simonetta Rubinato, si è attivata con il collega Giovanni Baggio, primo cittadino di San Martino di Lupari.
In Bosnia, Dragan, orfano di guerra, aveva moglie e due figli coetanei dei piccoli roncadesi salvati dal padre che non c'é più. La sua storia ha commosso il Veneto. Nella Marca vivono i fratellini salvati, il litorale veneziano è stato teatro della tragedia, nel Padovano viveva l'eroe.

I due sindaci, ieri, hanno fatto visita a casa di Zurica, sorella di Dragan, e del cognato Sveto. Il primo cittadino di Roncade assicura lo stanziamento di una somma per la famiglia di Dragan. E per l'eroe chiederà al governo un encomio solenne o la medaglia d'oro al valor civile: lo farà sabato, con il sottosgretario all'immigrazione, Marcella Lucidi, cui sottoporrà il permesso familiare. «Generosità e eroismo appartengono a tutte le etnie - ha detto - sia questa l'occasione per ripensare ai pregiudizi verso gli immigrati».
«Siamo costernati- esordisce il vicesindaco di San Martino di Lupari, Francesco Checchin - Dragan era una brava persona. Lavorando voleva costruirsi un futuro migliore, come sua sorella che ha comprato casa in paese: si vede la voglia di integrarsi. Con il suo lavoro provvedeva a moglie e figlie. Come amministrazione vogliamo essere vicini ai familiari, portando loro conforto e sostegno, ma anche un aiuto economico».


Una delegazione dell'amministrazione ha portato ai familiari le condoglianze del paese, mettendosi a disposizione. «La famiglia - conclude il sindaco Baggio - vuole portare la salma in Bosnia, chiede collaborazione per le pratiche dei permessi di soggiorno di moglie e bambine. Nel nostro paese potrebbero trovare una sistemazione migliore».

(24 luglio 2007)
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