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Com'è caro fare pipì a Venezia
Ora costa tre euro al giorno

Stangata dal 1º febbraio: in alta stagione usare i bagni pubblici si pagherà salato
di Alberto Vitucci
Ti scappa la domenica, oppure in un periodo di «alta stagione?» Meglio stare a casa, o trovare soluzioni alternative. Perché dal primo febbraio è in arrivo la stangata sui gabinetti pubblici. Usarli nei periodi «caldi» costerà salato: tre euro al giorno, tre volte un caffè al bar. Che diventano 2 se si prenota «on line». Facile immaginare le code di anziani agli Internet point. Oppure i computer portatili dei più giovani per ottenere l’ambito sconto sulla pipì.

Le nuove tariffe di ingresso ai servizi igienici pubblici fanno parte dela delibera approvata dal Comune, su proposta del vicesindaco Michele Vianello, il 18 dicembre scorso nell’ambito del progetto «E-commerce». Se lo scopo è quello di disincentivare i turisti mordi e fuggi niente di meglio di cominciare dai bisogni fisiologici. Ecco allora allora la stangata. Un euro e mezzo per tutti i non residenti (in bassa stagione). Ma il doppio se l’a fflusso è alto. Si può ovviare con la «Wc card», invece del museo uno può andare per tutta la settimana al gabinetto. Sette euro che diventano 9 in alta stagione.

Naturalmente sono previste facilitazioni per i residenti. Si può fare pipì a soli 0,25 centesimi se si è in possesso della «Wc card abbonamento» che costa 3 euro. Anche gli ultrasessantenni possono andare gratis. Ma anche loro in caso di bisogno impellente devono arrangiarsi. Per entrare nei gabinetti pubblici è infatti necessaria, si legge nella delibera, «la Wc card gratuita di validità quadriennale al costo di 3 euro».

Altre facilitazioni sono previste se si prenota «on line». Bisogna prevedere il bisogno e mettersi al computer per tempo. Le tariffe on line sono molto più basse rispetto a quelle «on site». Sette euro in alta stagione (5 in bassa) per la Wc card. Due euro in alta stagione (1 in bassa) per l’entrata giornaliera. Che però, si precisa nella delibera, «può essere utilizzata anche due volte».


Invece se uno ha problemi di prostata, cistite e simili, dovrà attrezzarsi con qualche card di riserva. Che non potrà essere ceduta ad altri. «La tariffa settimanale», conclude il provvedimento, «dà la possibilità al solo titolare della tessera a un massimo complessivo di dieci utilizzi».

Quando si dice la programmazione. Ma in città circolano le prime critiche. Se a Carnevale uno non prenota on line, non ha la tessera e non ha moneta, finirà per far la pipì nei bar, risparmiando e bevendosi anche il caffè con gli stessi soldi. O magari, come succedeva anche prima, per approfittare della prima calle a disposizione.

Che ne pensate?
(22 gennaio 2009)
 
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