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sabato 21.11.2009 ore 16.01
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Calatrava, salta l'inaugurazione
sarà aperto anche senza ovovia

Barriere architettoniche: l’appello a Napolitano lanciato via web. Roberto Scano: «Senza l’ovovia è un’opera che discrimina tra le persone». L’esperto d’accessibilità «Vanno rispettate le norme italiane le direttive Onu e il buon senso»
di Roberta De Rossi
Niente spettacoli notturni, né taglio del nastro con le forbici tra le mani del presidente Napolitano. Ma anche nessuna scusa. Dopo essere stata per giorni oggetto di accese critiche da parte delle associazioni per i disabili, l’amministrazione ha deciso: il ponte di Calatrava sarà aperto appena ultimato, visto che sono ancora in fonderia i pezzi di raccordo tra balaustra in vetro e quella in marmo e bisogna finire di tarare l’intensità delle luci per l’i lluminazione notturna. Sarà semplicemente aperto: senza lustrini, senza celebrazioni ufficiali, ma anche senza l’ovovia per disabili, funzionante non prima di fine anno.

«Ho sempre avuto come unico obiettivo la realizzazione congiunta del Ponte e dell’ovovia, senza alcun interesse per le inaugurazioni ufficiali», commenta l’assessora ai Lavori pubblici, Mara Rumiz, «si è convenuto che - per evitare qualsiasi strumentalizzazione o polemica - si aprirà il ponte non appena ultimati gli ultimi lavori, lasciando perdere qualsiasi aspetto celebrativo».

A metà settembre, indicativamente. Più delle critiche ferragostane mosse dai disabili - che hanno contestato sia dal punto di vista legale (ogni opera pubblica dev’essere accessibile a tutti) sia formale (per mancanza di sensibilità) l’annunciata inaugurazione - a spingere il Comune ad annullare l’appuntamento è stato soprattutto il timore di esporre a manifestazioni di protesta il presidente della Repubblica, il 18 settembre a Venezia per presiedere un convegno sui 60 anni della Costituzione.

«Penso che la presenza del presidente Napolitano avrebbe potuto essere l’occasione per affrontare anche il tema dell’accessibilità in una città difficile e particolare come Venezia», prosegue Rumiz. Ma si può aprire un’opera pubblica quando non è ancora accessibile? «I tecnici mi hanno assicurato che ci sono due mesi di tempo per completare i lavori». A che punto è l’ovovia? «Si sta lavorando alla chiusura esterna dell’ascensore». Bisognerà richiudere il ponte per la posa? «No, forse sarà necessaria solo qualche breve sospensione del traffico acqueo».


Ma le critiche non sono affatto finite. Ieri è arrivata la durissima presa di posizione dell’Associazione disabili visivi: «Un’ opera sfacciatamente realizzata in violazione della normativa vigente e in spregio delle diverse tipologie di persone con disabilità», scrive il presidente Giulio Nardone. «La famigerata ovovia», prosegue, «non risolve i problemi di non vedenti e ipovedenti, infatti il progetto del ponte viola in pieno l’art. 1.2.c. del decreto 503/96 che prevede esplicitamente la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per non vedenti e sordi. Tale violazione comporta anch’essa l’inagibilità dell’opera. Dal 2003 segnaliamo invano la mancanza di qualsiasi segnaletica per non vedenti ed ipovedenti». Eppure, ricorda Nardone, «basterebbero poche migliaia di euro per migliorare l’i lluminazione e installare poche decine di metri di segnali tattili incollati prima dell’inizio delle rampe di discesa, come imposto dalla legge: se l’estetica deve prevalere sulla sicurezza, allora il ponte sia chiuso al transito e venga lasciato alla sola contemplazione ammirata dei turisti».
(26 agosto 2008)
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