Calatrava, salta l'inaugurazione
sarà aperto anche senza ovovia
Barriere architettoniche: l’appello a Napolitano lanciato via web. Roberto Scano: «Senza l’ovovia è un’opera che discrimina tra le persone». L’esperto d’accessibilità «Vanno rispettate le norme italiane le direttive Onu e il buon senso»
di Roberta De Rossi
Niente spettacoli notturni, né taglio del nastro con le forbici tra
le mani del presidente Napolitano. Ma anche nessuna scusa. Dopo
essere stata per giorni oggetto di accese critiche da parte delle
associazioni per i disabili, l’amministrazione ha deciso: il ponte
di Calatrava sarà aperto appena ultimato, visto che sono ancora in
fonderia i pezzi di raccordo tra balaustra in vetro e quella in
marmo e bisogna finire di tarare l’intensità delle luci per l’i
lluminazione notturna. Sarà semplicemente aperto: senza lustrini,
senza celebrazioni ufficiali, ma anche senza l’ovovia per disabili,
funzionante non prima di fine anno.
«Ho sempre avuto come unico obiettivo la realizzazione congiunta
del Ponte e dell’ovovia, senza alcun interesse per le inaugurazioni
ufficiali», commenta l’assessora ai Lavori pubblici, Mara Rumiz,
«si è convenuto che - per evitare qualsiasi strumentalizzazione o
polemica - si aprirà il ponte non appena ultimati gli ultimi
lavori, lasciando perdere qualsiasi aspetto celebrativo».
A metà settembre, indicativamente. Più delle critiche ferragostane
mosse dai disabili - che hanno contestato sia dal punto di vista
legale (ogni opera pubblica dev’essere accessibile a tutti) sia
formale (per mancanza di sensibilità) l’annunciata inaugurazione -
a spingere il Comune ad annullare l’appuntamento è stato
soprattutto il timore di esporre a manifestazioni di protesta il
presidente della Repubblica, il 18 settembre a Venezia per
presiedere un convegno sui 60 anni della Costituzione.
«Penso che la presenza del presidente Napolitano avrebbe potuto
essere l’occasione per affrontare anche il tema dell’accessibilità
in una città difficile e particolare come Venezia», prosegue Rumiz.
Ma si può aprire un’opera pubblica quando non è ancora accessibile?
«I tecnici mi hanno assicurato che ci sono due mesi di tempo per
completare i lavori». A che punto è l’ovovia? «Si sta lavorando
alla chiusura esterna dell’ascensore». Bisognerà richiudere il
ponte per la posa? «No, forse sarà necessaria solo qualche breve
sospensione del traffico acqueo».
Ma le critiche non sono affatto finite. Ieri è arrivata la
durissima presa di posizione dell’Associazione disabili visivi: «Un’
opera sfacciatamente realizzata in violazione della normativa
vigente e in spregio delle diverse tipologie di persone con
disabilità», scrive il presidente Giulio Nardone. «La famigerata
ovovia», prosegue, «non risolve i problemi di non vedenti e
ipovedenti, infatti il progetto del ponte viola in pieno l’art.
1.2.c. del decreto 503/96 che prevede esplicitamente la
riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per non
vedenti e sordi. Tale violazione comporta anch’essa l’inagibilità
dell’opera. Dal 2003 segnaliamo invano la mancanza di qualsiasi
segnaletica per non vedenti ed ipovedenti». Eppure, ricorda
Nardone, «basterebbero poche migliaia di euro per migliorare l’i
lluminazione e installare poche decine di metri di segnali tattili
incollati prima dell’inizio delle rampe di discesa, come imposto
dalla legge: se l’estetica deve prevalere sulla sicurezza, allora
il ponte sia chiuso al transito e venga lasciato alla sola
contemplazione ammirata dei turisti».
(26 agosto 2008)