«Scandaloso mandarlo via»
«Sulla questione del campo sinti era venuto meno il rapporto fiduciario e siamo stati noi a informare il ministro di ciò che stava accadendo». L’onorevole della Lega Nord Corrado Callegari ricostruisce la vicenda della rimozione del prefetto Michele Lepri Gallerano ad opera del ministro Maroni e sulla «vendetta leghista» si accende la polemica
di Carlo Mion
Michele Lepri Gallerano
VENEZIA. Una città si stringe attorno al Prefetto
cacciato. La città tranne la Lega, ha salutato ieri Michele Lepri
Gallerano, mandato via dal ministro Roberto Maroni per la
dimenticanza di non averlo avvertito del trasferimento delle
famiglie sinti dal vecchio al nuovo campo di via Vallenari a
Mestre. Ieri sera nel consueto e programmato saluto di fine anno,
attorno a Lepri Gallerano c’erano tutti: la società civile, i
rappresentanti di forze dell’ordine e militari. Tutti consapevoli
che aver preso a calci la carriera di uno stimato uomo dello Stato
è stata «una porcata» come ha detto l’assessore regionale Renato
Chisso.
E ieri è stato evidente come la Lega è sotto accusa da destra come
da sinistra. La Presidente della provincia Francesca Zaccariotto
non si è fatta vedere nei saloni della Prefettura. Della sua giunta
solo l’assessore del Pdl Raffaele Speranzon che ha espresso la sua
solidarietà al Prefetto. Dal Ministero nessuna spiegazione che vada
oltre ad «un normale avvicendamento», per spiegare la
defenestrazione del Prefetto. In realtà la vendetta si è consumata
per quello che il ministro Roberto Maroni ha ritenuto un tradimento
di un Prefetto che la Lega considerava «amico».
Non è un mistero infatti che dopo il suo insediamento siano partite
critiche velenose dei leghisti per le affermazioni fatte dal
Prefetto sull’argomento «campi nomadi». Il Prefetto intervistato
sull’argomento si è riferito ai campi nomadi regolari come
strumento importante per l’integrazione di queste persone. E aveva
dichiarato che in qualità di Commissario di Governo ai nomadi per
il Veneto sarebbe andato a vedere anche il campo di via Vallenari.
Discorso fatto in termini generale e che non fa una piega. Qualche
forzatura giornalistica aveva trasformato le sue affermazioni in:
«il Prefetto favorevole al campo sinti». Apriti cielo. Il più
moderato dei leghisti, Alberto Mazzonetto disse: «Questo ci prende
in giro e fa discorsi bizantini».
Sta di fatto che da quel momento Lepri Gallerano ebbe un’attenzione
particolare per le richieste della Presidente Zaccariotto. Tanto da
«dimenticarsi» anche di invitare il sindaco Massimo Cacciari al
Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si svolgeva a San
Donà di Piave. Il sindaco della città capoluogo è membro d’ufficio
del Comitato. Tentarono di giustificare il non invito dicendo che
nella riunione si trattava solo argomenti che riguardavano
esclusivamente il Veneto Orientale. In realtà si decise, nell’o
ccasione, di piazzare gli agenti di polizia provinciale davanti
alle scuole di tutta la provincia, Mestre compresa.
Il Prefetto non potè fare più di tanto per bloccare il campo
davanti al fatto che il Consiglio di Stato, dopo altre due sentenze
del Tar positive, si espresse in favore del Comune. La Lega forse
sperava che il Prefetto trovasse cavilli legali magari artefatti
per bypassare la legge e impedire il trasferimento. Tra le altre
cose l’Usl 12 dichiarò inagibile il vecchio campo per motivi
sanitari. E si arriva alla fatidica cena del 25 novembre e alla
mancata comunicazione. In molti sostengono che durante la cena,
presente il ministro Maroni, il Prefetto e la Presidente
Zaccariotto, si parlò del campo e Maroni chiese a Lepri Gallerano
se c’erano novità. Lui rispose: no. Anche se dal mattino la
Prefettura era informata del trasferimento. Quindi il Minitro
rientrò a Roma.
Qui venne tartassato dalla Presidente per il trasferimento notturno
senza platea per i suoi compagni di partito che dovevano contestare
l’operazione. In quel momento Gallerano è stato considerato un
«traditore». La Presidente che si è autonominata «portavoce» del
ministro chiese un’ispezione sull trasloco dicendo di parlare a
nome di Maroni. Ispezione mai avvenuta. Un fatto che preoccupa
tutti a destra come a sinistra e soprattutto gli uomini dello Stato
abituati a muoversi nel rispetto della legge. Dal primo gennaio
arriva sarà Luciana Lamorgese, persona fidata di Maroni. Sarà lei
il vero Prefetto?
(19 dicembre 2009)