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lunedì 22.03.2010 ore 10.47
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«Scandaloso mandarlo via»

«Sulla questione del campo sinti era venuto meno il rapporto fiduciario e siamo stati noi a informare il ministro di ciò che stava accadendo». L’onorevole della Lega Nord Corrado Callegari ricostruisce la vicenda della rimozione del prefetto Michele Lepri Gallerano ad opera del ministro Maroni e sulla «vendetta leghista» si accende la polemica
di Carlo Mion
Michele Lepri Gallerano
Michele Lepri Gallerano
VENEZIA. Una città si stringe attorno al Prefetto cacciato. La città tranne la Lega, ha salutato ieri Michele Lepri Gallerano, mandato via dal ministro Roberto Maroni per la dimenticanza di non averlo avvertito del trasferimento delle famiglie sinti dal vecchio al nuovo campo di via Vallenari a Mestre. Ieri sera nel consueto e programmato saluto di fine anno, attorno a Lepri Gallerano c’erano tutti: la società civile, i rappresentanti di forze dell’ordine e militari. Tutti consapevoli che aver preso a calci la carriera di uno stimato uomo dello Stato è stata «una porcata» come ha detto l’assessore regionale Renato Chisso.

E ieri è stato evidente come la Lega è sotto accusa da destra come da sinistra. La Presidente della provincia Francesca Zaccariotto non si è fatta vedere nei saloni della Prefettura. Della sua giunta solo l’assessore del Pdl Raffaele Speranzon che ha espresso la sua solidarietà al Prefetto. Dal Ministero nessuna spiegazione che vada oltre ad «un normale avvicendamento», per spiegare la defenestrazione del Prefetto. In realtà la vendetta si è consumata per quello che il ministro Roberto Maroni ha ritenuto un tradimento di un Prefetto che la Lega considerava «amico».

Non è un mistero infatti che dopo il suo insediamento siano partite critiche velenose dei leghisti per le affermazioni fatte dal Prefetto sull’argomento «campi nomadi». Il Prefetto intervistato sull’argomento si è riferito ai campi nomadi regolari come strumento importante per l’integrazione di queste persone. E aveva dichiarato che in qualità di Commissario di Governo ai nomadi per il Veneto sarebbe andato a vedere anche il campo di via Vallenari. Discorso fatto in termini generale e che non fa una piega. Qualche forzatura giornalistica aveva trasformato le sue affermazioni in: «il Prefetto favorevole al campo sinti». Apriti cielo. Il più moderato dei leghisti, Alberto Mazzonetto disse: «Questo ci prende in giro e fa discorsi bizantini».


Sta di fatto che da quel momento Lepri Gallerano ebbe un’attenzione particolare per le richieste della Presidente Zaccariotto. Tanto da «dimenticarsi» anche di invitare il sindaco Massimo Cacciari al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si svolgeva a San Donà di Piave. Il sindaco della città capoluogo è membro d’ufficio del Comitato. Tentarono di giustificare il non invito dicendo che nella riunione si trattava solo argomenti che riguardavano esclusivamente il Veneto Orientale. In realtà si decise, nell’o ccasione, di piazzare gli agenti di polizia provinciale davanti alle scuole di tutta la provincia, Mestre compresa.

Il Prefetto non potè fare più di tanto per bloccare il campo davanti al fatto che il Consiglio di Stato, dopo altre due sentenze del Tar positive, si espresse in favore del Comune. La Lega forse sperava che il Prefetto trovasse cavilli legali magari artefatti per bypassare la legge e impedire il trasferimento. Tra le altre cose l’Usl 12 dichiarò inagibile il vecchio campo per motivi sanitari. E si arriva alla fatidica cena del 25 novembre e alla mancata comunicazione. In molti sostengono che durante la cena, presente il ministro Maroni, il Prefetto e la Presidente Zaccariotto, si parlò del campo e Maroni chiese a Lepri Gallerano se c’erano novità. Lui rispose: no. Anche se dal mattino la Prefettura era informata del trasferimento. Quindi il Minitro rientrò a Roma.

Qui venne tartassato dalla Presidente per il trasferimento notturno senza platea per i suoi compagni di partito che dovevano contestare l’operazione. In quel momento Gallerano è stato considerato un «traditore». La Presidente che si è autonominata «portavoce» del ministro chiese un’ispezione sull trasloco dicendo di parlare a nome di Maroni. Ispezione mai avvenuta. Un fatto che preoccupa tutti a destra come a sinistra e soprattutto gli uomini dello Stato abituati a muoversi nel rispetto della legge. Dal primo gennaio arriva sarà Luciana Lamorgese, persona fidata di Maroni. Sarà lei il vero Prefetto?
(19 dicembre 2009)
 
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