Città metropolitana Pressing del Pd in aula a Montecitorio

Risoluzione alla Camera di Martella: «Ora si acceleri» Domani la commissione Campa incontra i parlamentari

    di Mitia Chiarin

    Parlamentari veneziani convocati domani dalle 10, nella sala consiliare di Ca' Loredan, dove si svolge la commissione consiliare Città Metropolitana per l’atteso confronto con deputati e senatori eletti nelle Circoscrizioni del Veneto in merito al percorso di istituzione del nuovo ente che deve vedere la luce dal primo gennaio 2014. La data la fissa l’ultimo decreto governativo sulla spending review. «Ad ora hanno assicurato la loro presenza», fa sapere il presidente della commissione comunale, il Pdl Cesare Campa, «i deputati Andrea Martella, Sara Moretto, Davide Zoggia e i senatori Patrizia Bisinella, Franco Conte, Mario Dalla Tor, Giorgio Santini». E proprio la pattuglia di parlamentari veneziani del Partito Democratico arriva all’appuntamento decisa a rilanciare il progetto della città metropolitana in tempi veloci. Una risoluzione è stata depositata in commissione Affari Costituzionali alla Camera. Primo firmatario, Andrea Martella, vice presidente del gruppo Pd alla Camera.

    «Dopo queste elezioni amministrative e l'interesse manifestato già dai sindaci di Venezia e Padova e dal nuovo sindaco di Treviso, si rafforza l’idea che nel Veneto si possa costituire la PaTreVe. Ora più che mai le resistenze alla creazione di un’unica area metropolitana sono sempre più deboli. È, a maggior ragione, il momento di accelerare i tempi per questo cambiamento che finalmente può dare al Veneto una prospettiva più ampia di quella campanilistica voluta in questi anni dal Carroccio», dice Martella, il quale spiega l’obiettivo della risoluzione, che arriva dopo un recente intervento del ministro Graziano Delrio che ha confermato che prima di tutto è urgente portare a compimento il progetto di istituzione delle città metropolitane.

    «La risoluzione vuole essere una azione parlamentare che impegna il governo a far partire la città metropolitana, prevista dalla spending review dal 1° gennaio 2014 ma al momento con le procedure che sono in stand-by. Chiediamo anche che i Comuni limitrofi delle altre province, sulla base dell’articolo 133 della Costituzione, possano aderire alla città metropolitana di Venezia e a valutare che l’ambito territoriale di istituzione della città metropolitana possa così estendersi alle province confinanti».

    Il Partito Democratico, spiega Martella, spinge sull’acceleratore del governo Letta allargando da subito i confini della nuova istituzione a Padova e Treviso, che si sono già espresse favorevolmente. Suggerimenti al Parlamento arrivano anche dall’Anci, ricorda Cesare Campa. Alla conferenza delle città metropolitane di Firenze è stato steso un documento di richieste. L’obiettivo del documento Anci, sintetizza Campa, è di far partire le città metropolitane dal 1 gennaio 2014 con l’elezione da parte dei consigli comunali di un numero di rappresentanti in seno al futuro consiglio metropolitano che dovranno andare a stendere entro sei mesi lo statuto della città metropolitana.

    «Si è anche accettato nel documento di togliere l’elezione diretta del sindaco metropolitano», dice Campa, «evitando la procedura obbligatoria di separazione delle varie Municipalità dal Comune di Venezia». Scelta, che se confermata , significa un nuovo stop ai sogni autonomisti in città. Lo statuto dovrà definire le modalità dell’elezione del sindaco metropolitano, che all’avvio sarà Orsoni. Tre le ipotesi previste dal decreto legge del 2012: diritto al sindaco del capoluogo; elezione indiretta come per il presidente della Provincia o suffragio universale e diretto.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    30 giugno 2013
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