Uffici informazioni chiusi «Noi le forniremo gratis»

Sottomarina, gli affittacamere dell’Accam suppliscono agli orari stretti dello Iat Soramio: «Anche molti proprietari d’hotel vengono a portarci i loro depliant»

    SOTTOMARINA. L’associazione affittacamere e case al mare (Accam) apre le porte agli albergatori in cerca di un ufficio che faccia accoglienza e informazione supplendo alle carenze dello Iat, cioè il centro informazioni turistiche cui inutilmente suonano centinaia di potenziali clienti della città.

    Dopo le polemiche dei giorni scorsi sull’apertura a singhiozzo dell’ufficio Iat del Lungomare, fino al 15 giugno operativo solo venerdì, sabato e domenica dalle 9 alle 14.30, e su possibili “Iat abusivi” che dispensano informazioni di parte, l’Accam esce allo scoperto e rispedisce le accuse al mittente, ovvero all’associazione albergatori (Asa).

    «Siamo un’associazione regolare e trasparente», spiega il vicepresidente Accam, Giorgio Boscolo Soramio (socio da 50 anni anche dell’Asa), «siamo iscritti all’albo dell’associazionismo e ci siamo confrontati con l’ufficio delle entrate e con gli uffici comunali per espletare tutte le formalità del caso. Abbiamo raccolto l’eredità di un’associazione ormai allo sbando per dare sostegno alla categoria e riportarla nella piena regolarità. Dovevamo affiancarci ad Asa, ma al momento della nascita, siamo stati ripudiati con un colpo di mano. Dopo pochi giorni è nata una seconda associazione locatori che è stata accolta nella sede dell’Asa dietro pagamento di una quota associativa».

    Il direttivo Accam ammette di occuparsi anche di accoglienza, dato che molti turisti che entrano nella loro sede (visto che si trova proprio in Lungomare a pochi metri di distanza dallo Iat ufficiale) chiedono anche informazioni generali sulla città. Informazioni basilari, che ogni città turistica dovrebbe fornire, ma che a Chioggia e Sottomarina non riescono ad avere.

    «Le nostre porte sono aperte», continua Soramio, «abbiamo albergatori che già ci hanno chiesto di lasciare i depliant delle loro strutture perché manca un ufficio informazioni aperto con regolarità. Accoglieremo hotel che vogliono lavorare senza alcuna spesa e lo faremo senza avere nulla in cambio. Possono essere soci Asa e portarci comunque il loro materiale informativo, lo distribuiremo senza problemi. Diamo informazioni anche su ristoranti e su qualsiasi servizio turistico che faccia crescere la città, funzioneremo proprio come un ufficio Apt, non abbiamo paura a dirlo».

    Quello che emerge da tutta la questione è che malgrado il momento sia difficile le beghe tra sigle turistiche non sono finite e invece di unire le forze per il medesimo obiettivo si disperdono energie creando iniziative parallele.

    Elisabetta Boscolo Anzoletti

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    02 giugno 2013
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