Omicidio a Marghera, la polizia ha il video dell'esecuzione / FOTO / INDAGINI
/ LA CHIUSURA DEL BAR

Una telecamera della sala giochi Empire ha ripreso i tre killer a volto scoperto mentre scappano da piazza Mercato. Bar della sparatoria chiuso dalla Questura per 10 giorni

    di Carlo Mion

    MARGHERA.  In un filmato del sistema di videosorveglianza della sala giochi Empire le immagine dei killer di piazza Mercato che scappano. Un filmato non molto chiaro che però dovrebbe consentire agli investigatori della Squadra Mobile di estrapolare dei frame utili all’indentificazione degli assassini o dell’assasino che hanno ucciso, domenica sera, il macedone Ajdin Isac, 33 anni, da dieci in Italia. Nel video si vedono tre persone scappare in direzione di piazza Sant’Antonio. Hanno il volto scoperto. Elaborando le immagini sarà possibile definire una fisionomia decente dei tre e utile all’identificazione. Non è semplice per gli investigatori della Squadra Mobile di Marco Odorisio dipanare la matassa. Anche perché la vittima e l’amico ferito, entrambi incensurati, potevano essere stati gli obiettivi degli assassini o anche no. Non può essere escluso, infatti, che i killer cercassero altre persone o volessero punire il gruppo di macedoni, magari perché coinvolti in una faida etnica o di clan. Di sicuro sono arrivati davanti al bar “Ae Do Porte” per uccidere.

     

    La vittima, Ajdin Isac, faceva il marmista con una sua ditta e viveva a Mestre da 10 anni. Il ferito è Elmas Gunev, 33 anni, camionista e vive a Mestre.

    Da tempo il bar “Ae do porte”, gestito da cinesi, è un punto di ritrovo di cittadini dell’Est Europa, in particolare di macedoni e kosovari. Domenicai sera, un gruppo di macedoni che vivono tra Mestre e il Miranese, si era ritrovato come ogni fine settimana all’ora dell’aperitivo. Erano seduti davanti al locale ed erano in sette, quasi tutti muratori dipendenti di imprese gestite da connazionali. Tutti di etnia turca.

    Domenica sera, verso le 20 il finimondo. Sono arrivati a piedi almeno due uomini, forse tre, molto probabilmente dell’Est. Due dei giovani macedoni seduti capiscono che quei due sono lì per loro. Si alzano e cercano di scappare. Fanno poca strada, pochi passi. Uno dei tre, infatti, ha in mano una pistola. Inizia a sparare. Spara in mezzo alla gente che in quel momento è anche sui marciapiedi di piazza Mercato. Tutti scappano. Quello armato spara contro i due amici numerosi colpi e lo fa per ammazzare. Isac cerca di scappare dirigendosi verso la Coop e la sala giochi.

    S’infila in una stradina chiusa. Ma fa pochi passi e poi crolla a terra davanti a una “Fiat Punto” di colore bianco parcheggiata sul marciapiede. Il suo amico, invece, cerca rifugio scappando dentro al locale. Si tiene le mani sull’addome da dove perde sangue. Si infila nel bagno. La titolare del bar si nasconde sotto al bancone. Altri presenti cercano riparo dove possono. I killer sono lì per i due amici macedoni. Infatti, dopo l’esecuzione se ne vanno. Nessuno vede se con un’auto e se ci fosse qualcuno assieme a loro.

    In pochi attimi sul posto arrivano le volanti della polizia e i medici del Suem. Per Isac non c’è nulla da fare ha almeno tre proiettili conficcati nel torace. Gunev lo trovano a terra, dentro il bagno. Perde sangue ma è ancora vivo. I medici lo intubano. Poi la corsa veloce all’ospedale dell’Angelo. Qui viene sottoposto a intervento chirurgico, ora si trova nel reparto di Rianimazione.
     

    Ieri il questore ha ordinato la chiusura per dieci giorni del bar.

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    Riproduzione riservata

    12 marzo 2013

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