cavarzere: parla L’impiegata dell’anagrafe

«Sono innocente, vivo un incubo»

Per Paola Garbin perquisizione notturna e allontanamento da casa

    «Sto vivendo un incubo. Sono innocente, ma temo che la mia vita non sarà mai più quella di prima». Sono le parole con cui Paola Garbin esprime il suo stato d'animo, dopo essere stata coinvolta nell'inchiesta della Guardia di finanza sulla malavita cinese. Lei, impiegata all'Anagrafe del comune di Cavarzere, secondo le risultanze delle indagini avrebbe rilasciato certificati poi usati dall'organizzazione criminale per ottenere falsi permessi di soggiorno.

    «I finanzieri», racconta Paola Garbin, «sono arrivati a casa mia alle tre e mezza della notte del 13 dicembre. Erano in tre. Mi hanno notificato l'avviso di reato e il divieto di dimora nel mio comune, con allontanamento immediato. Poi mi hanno portato a Mestre per l'identificazione ufficiale».

    Un'esperienza durissima, dunque, per una persona con una vita “normale” e condotta su tutt'altri binari.

    «Ho dato subito le dimissioni da rappresentante sindacale nelle Rsu», continua Paola Garbin, «e ho rimesso al parroco gli incarichi di catechista e ministro straordinario dell'eucaristia. Mi dichiaro totalmente innocente e mi auguro che questa vicenda finisca presto e bene. Sono addolorata e dispiaciuta».

    Il coinvolgimento della Garbin nell'inchiesta ha messo in fibrillazione anche la giunta comunale che ora dovrà prendere in esame la situazione.

    «Non abbiamo deciso alcun provvedimento di sospensione o trasferimento ad altro ufficio, nei suoi confronti», dice il sindaco Henri Tommasi ma, ovviamente, in questi giorni, l'impiegata non si è recata al lavoro. Va detto anche che l'Anagrafe era già un ufficio in carenza di organico, tanto che, da mesi, non apre al pubblico al lunedì mattina.

    Intanto, però, la vicenda “cinesi” è al centro dei commenti della gente. Molti non comprendono come abbia potuto, per anni, Francesco Frigato tenere aperta una sede che funzionava da agenzia immobiliare, con tanto di avvisi di compravendita esposti in vetrina, quando la sua ditta avrebbe dovuto occuparsi di sondaggi e ricerche di mercato. E altri raccontano liberamente di aver ricevuto da cinesi, non meglio identificati, allettanti proposte economiche: cinquemila euro a botta per far comparire una ragazza quale badante della vecchia madre e una percentuale se presentavano amici disposti a fare la stessa cosa.

    Diego Degan

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    16 dicembre 2012
    Casa di Vita

    Amaranto, il falso cereale amico della linea

    Altri contenuti di Cronaca

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione

    Negozi

    ilmiolibro

    Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.

     PUBBLICITÀ