700 firme contro Cadorna, ma Padova dice no

Si chiude l’appello lanciato da Camon per eliminare il generale dalla toponomastica. Colasio: "Revisionismo inutile"

    VENEZIA. Si chiude oggi con più di 700 firme l’appello lanciato da Ferdinando Camon per eliminare il nome di Luigi Cadorna dalla toponomastica cittadina. La proposta era stato lanciata sulle pagine del nostro giornale il 18 ottobre scorso per poi continuare sul web dove si poteva sottoscrivere l’appello dello scrittore. Camon ripercorre, in occasione dell’avvicinarsi del centenario delle Forze armate, la figura del generale in una chiave critica. «I nostri comandanti, a partire da Cadorna, applicavano tattiche suicide, ordinando assalti dal basso in alto, col petto offerto alle mitragliatrici nemiche. È stato un macello di soldati soprattutto veneti e friulani, ma anche sardi, di estrazione contadina, di tutta la nazione». Ecco perché lo scrittore ha fatto appello direttamente al sindaco di Padova, dove via Cadorna è una strada importante, per chiedere di cambiare la toponomastica.

    L’appello è stato sottoscritto immediatamente da storici e politici del calibro di Oddone Longo, già preside della facoltà di Lettere e Filosofia, Bepi Covre, ex sindaco di Oderzo, Piero Gai, studioso della Grande Guerra e Giorgio Tinazzi, docente di Storia del cinema.Oltre a loro altre 700 persone hanno partecipato al quesito on-line, sottoscrivendo l’appello. Perché la proposta venga presa in esame è necessario che arrivi sui tavoli della commissione Toponomastica del Comune. Le riunioni della commissione avvengono ogni due o tre mesi e si concentrano prevalentemente sui nuovi nomi da dare alle vie. La presiede da poche settimane l’assessore alla Cultura Andrea Colasio, che ha preso il posto di Silvia Clai. «Sono d'accordo con Camon sul fatto che il generalissimo ha commesso dei disastri» spiega Colasio, «ma mi convincono le ragioni sollevate da Sergio Dini. Rischia di essere un revisionismo che si sa dove inizia e non si sa dove finisce. Temo si innesti una rinegoziazione politica continua come se ad ogni generazione si rifacesse la storia. Allora perché il governo democristiano non ha fatto cancellare via XX Settembre?».

    Intanto è iniziata anche una raccolta di firme sui banchetti in difesa di Cadorna da parte della «Giovane Italia».

    05 novembre 2012

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