La “guerra” dei parcheggi I Benetazzo fanno ricorso

Tessera: sequestro dell’area vicino al Marco Polo, ora la parola passa ai giudici La Save, stanca della concorrenza ritenuta illecita, avrebbe sollecitato i controlli

    di Giorgio Cecchetti

    TESSERA. Per il pubblico ministero di Venezia Giorgio Gava non ci sono dubbi: Guerrino Benetazzo, la moglie e altri due familiari hanno commesso una grave infrazione urbanistica e sulla base delle prove raccolte dai carabinieri ha chiesto e ottenuto dal giudice Antonio Liguori il sequestro del parcheggio di via Triestina, a Tessera, che è conosciuto con il nome del locale «Pes.co», che pure con la questione non c’entra niente. Stando alle accuse, quell’area doveva essere dedicata al florovivaismo, tanto che un tempo ospitava serre e che ancora, almeno in parte, le ospita. Invece un’ampia zona è stata trasformata in parcheggio e c’è anche la piazzola di sosta per il bus navetta che fa la spola dall’ area in questione all’aeroporto «Marco Polo».

    Stando alle accuse, Benetazzo e i suoi avrebbero trasformato metà del terreno in parcheggio senza alcuna autorizzazione o concessione da parte del Comune. A pochi passi ci sono altri parcheggi, a cominciare da quello gestito in proprio dalla Save e anche per questo c’è chi suggerisce che la società aereoportuale, stanca della concorrenza ritenuta illecita, avrebbe in qualche modo attirato l’attenzione dei carabinieri sul parcheggio dei Benetazzo. L’area è spesso piena, anche per i prezzi modici che pratica, e può ospitare ben 800 automobili. Nell’altra metà del terreno di loro proprietà i Benetazzo continuano la coltivazione delle piante, tanto che ancora ci sono le serre.

    Il pm Gava contesta ai proprietari dell’area di aver mutato la destinazione d’uso dell’area senza neppure avanzare la richiesta all’amministrazione comunale e potrebbe, in seguito, scattare anche la contestazione di aver diviso in due lotti il terreno, ancora una volta senza alcuna autorizzazione. Il difensore dei quattro indagati, l’avvocato veneziano Giorgio Bortolotto ha già presentato ricorso ai giudici del Tribunale del riesame lagunare, chiedendo il dissequesto dell’area. Il legale afferma che non c’è alcun impatto ambientale, visto che il terreno dei Benetazzo è circondato da altri parcheggi. Inoltre ricorda che tre anni fa venne posta sotto sequestro la stessa area, dissequestrata poi dal Tribunale del riesame pochi giorni dopo. Non solo: il giudice monocratico di Mestre, al termine del processo, dichiarò il non doversi procedere perché nel frattempo era intervenuta la sanatoria nei confronti di Guerrino Benetazzo, visto che Ca’ Farsetti aveva accolto la richiesta dell’imprenditore.

    La sanatoria era stata concessa per un parcheggio ad uso commerciale, visto che nel frattempo la famiglia, all’interno della grande area, aveva messo in piedi un ristorante, una piscina e un campo sportivo, frequentato da ragazzi e da numerose associazioni sportive. L’attuale parcheggio, invece, avrebbe ben altra utilizzazione, visto che vi sono sistemate ogni giorno centinaia di automobili non tanto di coloro che frequentano i tavoli del ristorante o la piscina, bensì mezzi dei passeggeri dello scalo aereo di Tessera (a confermarlo soprattutto la presenza del bus che fa da navetta da e per il «Marco Polo»). Da quando sono stati posti i sigilli, i Benetazzo non possono più utilizzare il parcheggio che da giovedì è praticamente vuoto. La parola ora passa ai giudici del Tribunale del riesame che verosimilmente fisseranno l’udienza in cui decideranno se accogliere o meno il ricorso del difensore per la prima settimana di ottobre.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    22 settembre 2012
    Casa di Vita

    Il fonio sta arrivando

    Altri contenuti di Cronaca

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione

    Negozi

    ilmiolibro

    Oltre 300 ebook da leggere gratis per una settimana

     PUBBLICITÀ