Investito in bici, era drogato patente di guida ritirata

Sottomarina. Incredibile finale dopo un banale incidente al semaforo Ubriaco e sotto l’effetto di stupefacenti l’uomo che l’aveva travolto con lo scooter

    di Diego Degan

    SOTTOMARINA. Era fermo ad un semaforo, in bicicletta, quando è stato investito da un motociclista. Uno scontro violento che gli ha procurato, oltre ad un breve soggiorno in ospedale, anche il ritiro della patente, sebbene la “colpa” fosse, senza dubbio, dell'altro.

    Il protagonista di questo apparente paradosso del codice della strada è un 24enne residente in città e il suo “collega di sventura”, cioè l’uomo che l’ha investito, un 42enne, sempre del posto, che ha subìto sanzioni addirittura più pesanti.

    Tutto risale all'inizio di agosto. Il motociclista sta percorrendo via San Marco. Giunto alla chiesa di San Martino, deve girare a sinistra, verso Chioggia. Il semaforo è verde e lui, legittimamente, passa l'incrocio. Ma, facendo la curva troppo stretta, finisce addosso al ciclista fermo al semaforo rosso. Traffico in tilt, ambulanza che arriva, entrambi i feriti vengono portati in ospedale, i carabinieri eseguono i rilievi di rito. Poteva essere uno dei mille piccoli incidenti che, ogni anno, avvengono sulle strade cittadine: qualche scartoffia e poi si arrangiano le assicurazioni.

    Ma non è andata così. Anzitutto perché i test tossicologici eseguiti in ospedale (e obbligatori per legge) il cui esito è giunto in questi giorni ai carabinieri, hanno dato un responso sorprendente: il motociclista era sotto l'effetto di alcol e stupefacenti, il ciclista, “solo” di stupefacenti. In secondo luogo perché il motociclista non era assicurato. Conseguenza: il ritiro della patente per entrambi, laddove per “patente” si intendono tutte le patenti che i due possedevano, visto che chi viene trovato alla guida di un veicolo (e una bici è pur sempre un veicolo) in condizioni psicofisiche alterate, è considerato un pericolo a cui deve essere interdetta la possibilità di guida con ogni tipo di mezzo.

    Ma se il ciclista può pensare di essere stato sfortunato, il motociclista dovrebbe recitare un “mea culpa”.. Come detto, infatti, non aveva l'assicurazione e non aveva neppure la patente, dato che gli era stata revocata per precedenti comportamenti analoghi. In questo modo il 42enne ha collezionato quattro sanzioni amministrative per mancanza di assicurazione, guida senza patente, guida sotto l'effetto di alcool e sotto l'effetto di stupefacenti e tre denunce penali per le stesse infrazioni (solo la mancanza di assicurazione non è anche penale) e, inoltre, lo scooter gli è stato sequestrato a fini di confisca. Tra multe e spese processuali quello scontro gli verrà a costare oltre diecimila euro.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    24 agosto 2012
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