Far West al Civile. Risse e aggressioni al Pronto soccorso

L’altra notte un paziente si è scagliato contro il personale, ha danneggiato l’ambulatorio e ferito un carabiniere con un calcio in faccia. Il sindacato chiede sicurezza

    di Roberta De Rossi

    Agosto davvero torrido, all’ospedale civile: per le violente intemperanze notturne di qualche scapestrato, che fa il diavolo a quattro al Pronto soccorso, minacciando medici e infermieri e rovesciando scrivanie e computer, ma anche per la quotidiana difficoltà del personale sanitario, alle prese con mancati riposi e straordinari a raffica, con conseguente attività ridimensionatata per i pazienti, dalle operazioni di routine sospese per ferie agli orari di ambulatorio ridotti all’osso.

    Lo segnalano i sindacati: in una lettera aperta, la Uil Sanità denuncia gli ultimi episodi.

    L’aggressione. Il delegato Uil Funzione pubblica Luciano Ferro racconta così «l’ennesima notte da Far West» del 3 agosto: «Verso le due di notte il Suem-118 - su chiamata di alcuni passanti - portava in Pronto soccorso un paziente in stato di agitazione. Appena arrivato in ambulatorio, l’uomo - che dapprima sembrava abbastanza tranquillo - si scagliava contro il personale, per poi far volare sedie, computer, scrivania, fotocopiatrice, tutto il materiale d'arredo, rendendo l'ambulatorio da visita ad una discarica». «Abbiamo allertato subito il vigilante, che l’Asl ha assunto anni fa dopo le nostre continue proteste per mancanza di controlli», prosegue Ferro, «ma non può bloccare nessuno, né mettere le manette e poi è impegnato nel controllo di tutto l’ospedale: come sindacato abbiamo chiesto più volte all’amministrazione di creare un posto fisso all'interno del pronto soccorso per garantire la sicurezza immediata del personale e dell'utenza che vi accede, perché in certe emergenze o le prendiamo o rischiamo un procedimento per omesso soccorso. Comunque, nel frattempo è arrivata una pattuglia dei carabinieri, e solo con il loro intervento si ha avuto ragione nel fermare l'agitato, ammanettandolo, non senza che prima colpisse un militare con una potente pedata al volto. Dopo quasi due ore da Far West (il paziente tirava pugni, calci, sputi, ecc) si riusciva a sedarlo e a ricoverarlo. Non è possibile che il personale medico e sanitario del Pronto soccorso sia lasciato solo a gestire queste situazioni. L’unica cosa che interessa all’azienda è fare cassa: ha annunciato che il vigilante avrà il compito di riscuotere i ticket notturni».

    Emergenza straordinari. La situazione di difficoltà dell’ospedale civile - prosegue il sindacato - è poi aggravata dalla ormai cronica mancanza di personale, che le ferie non fanno che esasperare.

    «Nei reparti delle Medicine e della Geriatria», conclude Ferro, «la settimana scorsa il personale era ridotto all'osso, costretto a mancati ricorsi e straordinari, con pesanti disagi per il personale e di conseguenza anche"pericolo"per l'utenza. Con il blocco estivo delle operazioni programmate, l’azienda ha già ridotto il Civile ad un Poliambulatorio per l’estate, eppure - nonostante tutto - siamo ancora in emergenza».

    «Purtroppo è una situazione cronica e generalizzata, che l’estate esaspera», commenta Giampietro Rigamonti, presidente del Centro diritti per il malato, «l’ambulatorio di Terapia antalgica del dolore è paralizzato di fatto - ridotto a mezza giornata a settimana - i pazienti di Ematologia dirottati in parte sul centro trasfusionale, l’ambulatorio di Cardiologia ridotto all’osso. E’ una situazione che denunciamo da mesi e che, certo, in questo periodo di ferie di acuisce ancor più».

    10 agosto 2012

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