La spending review “regala” l’Arsenale al comune di Venezia

Passa l’emendamento bipartisan approvato ieri al Senato Sindaco Orsoni prudente: «Aspettiamo il sì dal Parlamento»

    di Enrico Tantucci

    L’Arsenale ceduto dallo Stato al Comune di Venezia. È un vero proprio “colpaccio” quello maturato ieri nella Commissione Bilancio del Senato, dove si esaminava il decreto del Governo sulla spending review, ormai prossimo all’approvazione.

    È stato infatti depositato un emendamento bipartisan dai relatori del provvedimento Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) e Paolo Giaretta (Pd), che recita testualmente: «Il compendio costituente l’Arsenale di Venezia, in ragione delle caratteristiche storiche e ambientali, è trasferito in proprietà al Comune, che ne assicura l’inalienabilità, l’indivisibilità e la valorizzazione attraverso l’affidamento della gestione e dello sviluppo alla società Arsenale di Venezia S.p.A».

    Visto che sul decreto sulla spending review il Governo porrà sicuramente la fiducia, l’emendamento sull’Arsenale verrebbe approvato così com’è, senza possibilità di modifiche e il Comune si troverà così d’un tratto finalmente detentore di una delle sue parti storiche, compresa anche quella dell’Arsenale sud, ora detenuta dalla Marina militare. Il testo dell’emendamento, infatti, non ha distinzioni e parla dell’intero compendio dell’Arsenale.

    Si aprirà poi, presumibilmente, una trattativa con i militari sull’uso degli spazi da loro ancora occupati nello storico complesso, ma con il Comune a trattare da una posizione di forza.

    Dietro l’intesa sul passaggio dell’Arsenale al Comune ci sarebbe comunque già il placet governativo concordato con il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e un ruolo-chiave nella trattativa avrebbe giocato l’economista Francesco Giavazzi che è consulente del presidente del Consiglio Mario Monti anche per le tematiche legate alla spending review e che è contemporaneamente da tempo anche consigliere di amministrazione di Arsenale Venezia spa, la società mista Comune-Demanio che già si occupa della gestione del complesso. Comprensibilmente prudenti per ora, le dichiarazioni di Orsoni, che aspetta l’approvazione definitiva del decreto sulla spending review per esultare. «Non ho niente da dire finchè non passa la norma», commenta Orsoni «dell’Arsenale si è sempre detto di tutto e di più: stiamo a vedere cosa succede ora». «Confido nel buon esito dell’emendamento presentato», aggiunge anche il parlamentare veneziano del Pd Andrea Martella, «perché finalmente l’Arsenale ritornerebbe alla città di Venezia, sua legittima proprietaria. Non posso dunque che augurarmi l’approvazione in Senato e la conferma alla Camera di questo emendamento che segnerebbe una svolta di portata epocale per Venezia».

    A rimanere spiazzati, se l’Arsenale - come appare ormai certo - passerà tutto al Comune i molti che avevano già messo gli occhi sull’Arsenale: non solo i militari, ma anche le imprese legate al Consorzio Venezia Nuova, che qui contavano di insediarsi in permanenza, anche in relazione all’area destinata alla manutenzione delle dighe mobili.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    27 luglio 2012

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