I collaboratori di Gavioli agli arresti domiciliari

Bancarotta ed estorsione: il Tribunale del riesame di Napoli manda a casa gli avvocati Tonetto e Faggiano, e i commercialisti Bellamio e Prandin

    di Giorgio Cecchetti

    I giudici napoletani del Tribunale del riesame hanno rimandato a casa i quattro professionisti, stretti collaboratori di Stefano Gavioli, fino a ieri nel carcere partenopeo di Poggioreale. L’avvocato Giancarlo Tonetto è potuto tornare nella sua villa di viale Garibaldi a Mestre, l’avvocato Giovanni Faggiano nella sua casa di Brindisi, lasciano il carcere anche i commercialisti mestrini Paolo Bellamio ed Enrico Prandin: tutti hanno ottenuto gli arresti domiciliari dopo due settimane di cella. I magistrati hanno accolto in parte i ricorsi dei difensori, gli avvocati Antonio Franchini, Cristiana Cagnin, Alessandro Rampinelli, Ennio Fortuna e Giavanni Battista Vignola.

    Le motivazioni della decisione si conosceranno solo tra qualche giorno, ma nella sostanza il Tribunale ha ritenuto gravi e sufficienti indizi e prove raccolte dagli investigatori napoletani coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo, confermando quindi le ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta ed estorsione, ma hanno modificato la misura cautelare, ritenendo evidentemente che non solo il carcere anche gli arresti domiciliari possano impedire agli indagati di inquinare le prove e continuare a compiere reati. Tra l’altro alcuni di loro, anche per eliminare qualsiasi sospetto sulla possibilità di reiterazione di condotte discutibili, hanno cercato di tagliare i ponti con la loro professione. Così, l’Ordine degli avvocati di Venezia ha sospeso cautelativamente Tonetto, in attesa che la sua posizione processuale si chiarisca e, quindi, anche se ottenesse la libertà non potrebbe ricominciare ad esercitare la professione. Mentre Prandin ha chiesto all’Ordine dei commercialisti lagunare addirittura la cancellazione dall’albo.

    La posizione di Stefano Gavioli, l’imprenditore a capo di «Enerambiente spa», sarà discussa dal Tribunale del riesame di Napoli lunedì, lo stesso giorno di quella dell’altro commercialista veneziano finito agli arresti domiciliari in questa vicenda, il 63enne Giorgio Zabeo con studio in piazza Marconi a Stra. Il professionista della Riviera del Brenta è difeso dall’avvocato Piero Longo: è stato per anni presidente dei collegi sindacali di numerose società di Gavioli finite in liquidazione, a cominciare da «Enerambiente», che raccoglieva e smaltiva i rifiuti a Napoli e in altre città del Sud, e a finire dalla «Sirma» di Marghera, la fabbrica di refrattari chiusa dall’imprenditore veneziano nonostante le centinaia di dipendenti che ancora vi lavoravano.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    05 luglio 2012
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