Racket dei turisti al Tronchetto la procura vuole lo sconto di pena

Smontata la tesi dell’accusa di primo grado, non è stata riconosciuta l’aggravante dei metodi mafiosi chiesta l’assoluzione di Loris Trabujo condannato a 7 anni, considerato uno dei capi della gang

    di Roberta De Rossi

    Al processo d’appello per l’inchiesta sul racket dei trasporti al Tronchetto e piazzale Roma - iniziato ieri nell’aula bunker di Mestre - la Procura generale ha chiesto sì condanne, ma non ha riconosciuto l’aggravante dell’uso dei metodi mafiosi. Risultato: bello sconto di pena nelle richieste di condanna per gli imputati, con il pg Rosin che ha domandato l’assoluzione per Loris Trabujo, in primo grado condannato a 7 anni di reclusione, perché considerato una delle “menti” organizzative del sistema di minacce agli autisti di pullman, al personale Ava e Actv, ai dipendenti del garage del Tronchetto, per “convincerli” a dirottare i gruppi di turisti dai vaporetti pubblici ai taxi privati della cricca. Nella sua requisitoria, il procuratore generale ha sì riconosciuto che ai terminal veneziani si era instaurato un sistema di concorrenza illecita, ma lo ha qualificato come «un reato non permanente, ma istantaneo, saltuariamente abitudinario».

    Ogni imputato deve così rispondere solo dei singoli episodi che gli sono contestati e non della partecipazione generale al sistema, pur se ne ha tratto utili e vantaggi. Conseguenza: per Trabujo - condannato in primo grado perché accusato di essere tra gli organizzatori della rete di minacce e tensioni, senza mai esporsi direttamente - il pg ha chiesto l’assoluzione. E ridimensionato ne esce la posizione di tutti gli imputati, riducendone drasticamente le richieste di pena: 3 anni per Adriano Rizzi (condannato in primo grado a 5 anni e 8 mesi), 2 anni e 1 mese e 15 giorni per Bruno Siega (3,7 in primo grado), Giampaolo Colombo (3 anni e 11 mesi), Danilo Soppelsa (da 3 anni e mezzo), 4 anni per Gianni Costantini (7 anni e 4 mesi in primo grado), 3 anni e mezzo per Paolovaragnolo (5), 2 anni 5 mesi e 15 giorni la richiesta per Roberto Grapputo (condannato a 2,7), 2 anni e 3 mesi per Maurizio Cappellotto (4,3), 2 anni per Antonio Mozzato (2,9), Franco Benatelli (2,9 anni), Mario Pitteri (2,3 anni. Vanno assolti - per il pg - Segio Friselle (2 anni e 9 mesi in primo grado), Mirco Bellotto (3 anni) Alessandro Orlandini e Franco Mazzuccato (3,8 anni in primo grado) e Giorgio Millo, condannato a 5 anni.

    Richieste che hanno provocato la reazione dei legali di parte civile che hanno invece chiesto la conferma della sentenza di primo grado.

    «Il Procuratore Generale ha confermato la richiesta di condanna solo per quegli imputati che sono risultati presenti a singoli episodi di violenza o minaccia», commenta l’avvocato Zaffalon, legale per Camera di commercio, Interparking e Azienda di promozione turistica, «nel mio intervento sul punto ho invece sostenuto che il concorso di persone nel reato abituale (quale la concorrenza illecita) ha una sua unitarietà perché l’imputato che commette il singolo episodio lo fa perché alle spalle c’è il gruppo di cui fa parte che gestisce insieme con lui un’attività, articolata necessariamente in episodi anche criminosi di violenza e minaccia».

    «Per il procuratore generale si tratta di un reato istantaneo, eventualmente abituale», commenta l’avvocato Marco Vassallo, parte civile per Comune e Actv, «ma è provato che era in essere una forza intimidatoria della quale hanno beneficiato tutti i partecipanti e che ciascuno traeva un vantaggio proprio dalla condivisione di questo sistema? Sì. Allora non si può assistere al paradosso che Loris Trabujo, pacificamente leader del gruppo dei trasportatori di piazzale Roma, che ne coordinava il lavoro e le mansioni e che traeva vantaggio da questo sistema perché le barche erano sue, venga assolto. Abbiamo chiesto la conferma della condanna di primo grado». «Il procuratore ha giustamente ricondotto il quadro accusatorio ai singoli episodi realmente acclarati», commenta l’avvocato Renato Alberini, difensore di Rizzi. Prossime udienze il 21 e 26 giugno con le arringhe della difesa ed eventuali repliche della Procura, sentenza attesa per il 28 giugno.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    20 giugno 2012
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