CA’ FOSCARI

Regole anti-raccomandati per i concorsi universitari

Stop alle carriere di ricercatore tutte interne all’ateneo, magari agevolate nei concorsi, dal professore di riferimento, come spesso accade nelle università italiane. È la novità introdotta a Ca’...

    Stop alle carriere di ricercatore tutte interne all’ateneo, magari agevolate nei concorsi, dal professore di riferimento, come spesso accade nelle università italiane. È la novità introdotta a Ca’ Foscari con il nuovo regolamento sui concorsi per ricercatori approvato in questi giorni dal Senato accademico e dal Consiglio d'Amministrazione dell’ateneo e di cui riferisce il rettore Carlo Carraro nel suo blog, sottolineando come il nuovo regolamento tenda soprattutto a rendere più autenticamente meritocratica la selezione dei futuri docenti e a superare «qualsiasi residuo di un localismo che tanto ha nuociuto, in passato, all'università italiana». Due le misure più importanti in senso meritocratico introdotte da Ca’ Foscari per la selezione dei ricercatori. «Quella che "sprovincializza" - sottolinea Carraro - il reclutamento: i nostri nuovi ricercatori "di tipo B" (cioè quelli che, in base alla legge 240/10, entrano nella "tenure track" che li condurrà a diventare professori associati) dovranno aver conseguito i titoli di laurea, laurea magistrale e dottorato in almeno due università diverse, o aver svolto almeno un anno di ricerca all'estero dopo la fine del dottorato. Si eviterà così il fenomeno per cui spesso le carriere universitarie si costruiscono, dalla laurea all'assunzione, tutte all'interno dello stesso ateneo». La seconda novità è «quella che include tra le ragioni di incompatibilità - dichiara ancora Carraro - per i membri della commissione giudicatrice l'essere stato relatore di tesi (di laurea o di dottorato) di uno dei candidati. Si eviterà così che a scegliere i migliori tra i partecipanti alle selezioni siano gli stessi professori che hanno formato i candidati, e perciò non possono sempre garantire il più assoluto distacco nel giudizio». Altra modifica al regolamento dei concorsi per ricercatore è quella che rende più trasparenti le procedure valutative, introducendo un format rigoroso di giudizio dei titoli e delle pubblicazioni. «L'obiettivo - fa presente il rettore di Ca’ Foscari - è evitare le formulazioni vaghe ed elusive che talvolta si leggono in certi verbali di concorso, e che non sono consone all'assoluto rigore cui deve improntarsi un processo così delicato come il reclutamento delle nuove leve universitarie. Alcune di queste regole sono già state adottate in altri atenei, mentre altre, come l’incompatibilità a far parte della commissione giudicatrice da parte di quei docenti che sono stati relatori di uno dei candidati ricercatori rappresentano una novità a livello nazionale. «Quel che è certo - conclude Carraro - è che col nuovo regolamento Ca' Foscari intende porre il reclutamento di ricercatori al centro della propria politica accademica, interpretandolo nel modo più serio».(e.t.)

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    13 aprile 2012
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