Zaccariotto, ancora un volgare insulto

Un incappucciato ha deposto un vibratore davanti al municipio. Il sindaco infuriato: «Mi vogliono colpire perché donna»

    di Giovanni Cagnassi

    La scatola con un vibratore, trovata davanti alla porta del Comune, nuovo atto di sfida e scherno di pessimo gusto al sindaco Francesca Zaccariotto. Non era uno scherzo di Carnevale l'oggetto lasciato appoggiato sulle maniglie del portone del municipio la scorsa notte. Era una scatola con all'interno un vibratore in plastica e una frase irriverente, scritta sulla scatola, rivolta al sindaco, e presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto.

    Chi lo ha deposto voleva offendere pesantemente il primo cittadino di San Donà, schernirla perché donna al potere e per questo contestata, anche con certi metodi davvero censurabili e vergognosi. Il vibratore, oggetto che riproduce l'organo sessuale maschile, è stato fotografato dagli agenti della polizia locale chiamati sul posto da alcuni dipendenti comunale, che la mattina presto sono già al lavoro e hanno notato quella scatola stranamente appoggiata alle maniglie del portone ancora chiuso.

    Tutto il materiale è stato preso in consegna dai carabinieri di San Donà che stanno effettuando indagini accurate. Le videocamere della sorveglianza hanno registrato il momento in cui un uomo incappucciato lo lasciava sulle maniglie della porta in vetro. Non si vede bene il volto, ma pare sia lo stesso cui si possono attribuire altri atti commessi ai danni del Comune, forse anche le scritte offensive sulle recinzione attorno al cantiere di piazza Indipendenza.

    Le indagini sono in corso, ma intanto il sindaco Zaccariotto denuncia pubblicamente l'ennesimo atto contro l'amministrazione comunale e soprattutto le donne che occupano posti di governo. «Non è la prima volta che accade purtroppo - commenta amareggiato il primo cittadino - e dimostra una forma di arretratezza direi culturale di una parte della popolazione che non ha il coraggio di parlare con me e compie questi atti. Si vuole colpire una donna che è al potere, un sindaco, piuttosto che un dirigente come è accaduto di recente, perché non si accetta una donna che governa e che decide prendendosi le sue responsabilità.

    «Io non mi faccio intimorire - aggiunge il sindaco - sfido queste persone a farsi vedere, perché le troveremo e confidiamo che la smettano. Io ho sempre messo la mia faccia, mi sono assunta le mie responsabilità per scelte, giuste o sbagliate che siano. C'è forse qualcuno che preferisce l'immobilismo che per tanti anni ha caratterizzato la città e non vuole che le cose cambino».

    Attorno a piazza Indipendenza si concentrano questi atti, e nei giorni scorsi si sono visti, anche se per poco tempo, altri volantini che hanno colpito la famiglia del sindaco con altre illazioni. La Zaccariotto però conferma di non avere paura. Non chiederà alcuna scorta, anche se è inevitabile che le forze di polizia abbiano un occhio di riguardo.

    «Non so dove possano effettivamente arrivare queste persone - dice - ma non ho alcuna intenzione di nascondermi e continuerò a lavorare ed impegnarmi per i cittadini come ho sempre fatto in questi due madati da sindaco della città».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    21 febbraio 2012

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