Cavarzere. L’assessore regionale Coletto vuole chiarezza sulla morte di Carla Pilotto
CAVARZERE
«Andremo a fondo della cosa e, se errori od omissioni saranno accertate, prenderemo le decisioni adeguate».
L'assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, dopo aver appreso dalla stampa le tragiche circostanze in cui è morta Carla Pilotto, maestra 52enne di Cavarzere, rassicura la famiglia e l'opinione pubblica che intende fare la massima chiarezza sulla vicenda. Sabato si sono svolti i funerali della donna, cui hanno partecipato almeno un migliaio di persone, ma la notizia che i familiari sospettavano che Carla non avesse ricevuto l'adeguata assistenza, aveva già fatto il giro del paese.
E le strutture sanitarie coinvolte non sono di poco conto, dato che si tratta dello Iov di Padova e dell'ospedale provinciale di Rovigo, per la precisione il suo pronto soccorso. La donna, infatti, qualche mese aveva scoperto di avere un carcinoma al seno. Una formazione ancora allo stadio iniziale per la quale si stava sottoponendo a sedute di chemioterapia.
Già dopo la prima di queste sedute non era stata bene, ma dopo la seconda è stata presa da dolori lancinanti. E' possibile che fosse sbagliato il dosaggio della chemio? Angoscianti, poi, per la famiglia, le ore successive al suo malessere, con decine di telefonate ai numeri di emergenza che gli stessi medici dello Iov avevano fornito loro per ogni eventualità, numeri ai quali nessuno rispondeva. E' “normale” che questo possa accadere?
E, a peggiorare la situazione, l'assistenza ricevuta in pronto soccorso a Rovigo, dove la famiglia si era recata, insieme a Carla, non ricevendo risposte telefoniche: il grande ospedale più vicino a casa, hanno pensato, è il posto migliore dove andare. Non è stato così, nei fatti. Dopo aver aspettato ore, in preda al male, la donna è stata operata d'urgenza la mattina dopo per sospetta peritonite, ma è morta dopo 17 giorni di agonia. Se fosse stata visitata con accuratezza e operata prima, avrebbe potuto sopravvivere? Questa, e le due precedenti, sono le pesanti domande che la famiglia pone a se stessa e, soprattutto, alle strutture sanitarie che hanno avuto in cura Carla e alle quali lo stesso Coletto assicura che darà risposta.
«Ho chiesto – dice l'assessore – una dettagliata relazione sull'evolversi del caso ai responsabili dello Iov ed a quelli dell'Ulss 18, che mi auguro di poter ricevere già domani (oggi, ndr).
E' particolarmente importante che ogni passaggio trovi risposte inequivocabili, e che venga verificato nei minimi particolari quanto riferito dalla figlia della signora relativamente all'assistenza ricevuta al pronto soccorso di Rovigo. In questi casi – conclude – non vanno tratte conclusioni affrettate». Intanto anche i familiari di Carla si stanno muovendo per ottenere la documentazione medica, sia le cartelle cliniche che il referto dell'autopsia che la stessa direzione sanitaria dell'Ulss 18 ha disposto dopo il decesso. Per il momento non hanno sporto denuncia, ma sembra solo questione di tempo.
Diego Degan
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