Cuore dell’indagine l’interrogatorio top-secret di Carlon

Brentan, attese per la prossima settimana le motivazioni del Tribunale del riesame che ha respinto il ricorso

    Il primo capitolo della vicenda che riguarda Lino Brentan, dal punto di vista degli inquirenti, può considerarsi concluso, ora che il Tribunale del riesame ha respinto il ricorso della difesa. E per avere la certezza che si sia trattato solo del primo capitolo e che, dunque presumibilmente ne seguiranno degli altri, basta scorrere l’interrogatorio dell’ingegnere della Provincia Claudio Carlon, il verbale da dove tutto è iniziato. L’ex dirigente di Ca’Corner deve averne raccontate parecchie e non solo sul conto del vecchio amico di Campolongo Maggiore, se il pubblico ministero Stefano Ancillotto ha messo a disposizione della difesa solo una parte di quel verbale, ritenendo inopportuno far conoscere il contenuto del resto. Allo stesso risultato, cioè che solo il primo capitolo sia quasi concluso, si arriva prendendo in esame quali cariche ricopriva Brentan, oltre a quella di amministratore delegato (prima presidente) della Società Autostrada Venezia Padova.

    E’ stato nel consiglio d’amministrazione del Grande raccordo anulare di Padova, è stato presidente dell’Autostrade regionale Medio Padana Veneta Nogara Mare Adriatico, la società che proprio in questi giorni si prepara a gestire l’appalto per la costruzione della prima vera autostrada veneta, 107 chilometri che collegano l’A22 del Brennero con la Nuova Romea, per un valore di due miliardi di euro. Una gara di concessione avviata dalla giunta regionale il 20 dicembre scorso con il bando in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea. Un’opera di cui parlava già da alcuni anni Brentan e che gli amici riferiscono riteneva trattarsi di una delle sue creature. Toccherà, intanto, al giudice Alberta Beccaro, lo stesso magistrato che ha steso le motivazioni del Riesame per gli arresti di Carlon, Ragno e gli altri, spiegare perchè il Tribunale ha respinto il ricorso dei difensori, che puntavano alla revoca dell’ordinanza di custodia cautelare per corruzione. Certo è che Brentan non sembra essersi difeso con determinazione e chiarezza. Basta citare alcuni passi del suo interrogatorio di quattro ore, quelli in cui davanti al giudice afferma: «Sono stato ingenuo, caro giudice» e lo ripete ancora poco dopo: «Io credevo, e lo giuro, che Carlon e Benettazzo fossero due miei amici, non per finta...Forse c’è molta ingenuità da parte mia, potrei essere stato ingenuo, tutto qua». E infine cerca di convincere chi lo sta ascoltando che Carlon usasse il suo nome per dire: «Io conto perchè ho Brentan come amico».

    Giorgio Cecchetti

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    19 febbraio 2012

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