Muore dopo il ricovero Ombre sulla casa di riposo

Eraclea, indagati per omicidio colposo i vertici dell’Ipab e un medico esterno La 68enne era deceduta per una polmonite e il magistrato vuol vederci chiaro

    di Giorgio Cecchetti

    ERACLEA

    La presidente, il direttore sanitario, la capo infermiera e il medico (un professionista esterno alla struttura) della Casa di riposo di Eraclea «Anni Sereni» indagati per omicidio colposo. Per il pubblico ministero Walter Ignazitto si tratta di un atto dovuto, un atto a garanzia degli indagati, che infatti si sono nominati un difensore e un consulente tecnico per l’autopsia, che il medico legale Antonello Cirnelli ha eseguito ieri sul corpo di Virginia Doretto, un 68enne morta alcuni giorni fa dopo essere stata ricoverata presso l’ospedale di San Donà di Piave. Il rappresentante della Procura ha chiesto al medico legale di scoprire le cause del decesso, ma non solo: ha anche chiesto di stabilire se sarebbe sopravvissuta nel caso i medici del nosocomio avessero potuto intervenire in modo tempestivo.

    Stando alla segnalazione dei parenti della vittima, la donna sarebbe morta di polmonite: il sospetto è che il suo ricovero in ospedale sia stato in qualche modo deciso in ritardo, tanto che quando è arrivata c’era ormai poco da fare.

    Virginia Doretto è morta tre giorni dopo essere stata trasferita a San Donà. Il pubblico ministero veneziano ha anche chiesto alla direzione sanitaria dell’ospedale la documentazione, in particolare la cartella clinica della paziente, dove sono segnalati i tempi del ricovero, la diagnosi, le cure decise per evitare il peggioramento delle sue condizioni, che poi si sono aggravate portandola alla morte. La 68enne di Eraclea soffriva anche di una forma di diabete.

    Visti coloro che sono stati raggiunti dall’avviso, è evidente che l’ipotesi sulla quale il rappresentante dell’accusa ha mosso i primi passi è quella di un ritardo da parte di chi gestisce la Casa di riposo «Anni Sereni» nel comprendere che le condizioni di salute della donna non erano da sottovalutare e che sarebbe stato meglio un ricovero immediato, un trasferimento in ospedale che avrebbe forse potuto salvarle la vita. Naturalmente le conclusioni alle quali arriverà il medico legale Cirnelli, consulente dell’accusa, saranno importanti, perchè l’esame autoptico e quelli dei laboratori sui tessuti prelevati dal corpo potrebbero rivelare che è stata colpita da una polmonite fulminante contro cui c’era poco da fare, soprattutto il relazione alle condizioni di salute in cui si trovava in quel momento. Per ora ,gli indagati hanno scelto di affidarsi ad un unico difensore, l’avvocato veneziano Elio Zaffalon

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    18 febbraio 2012

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