Secondo «Le Figaro» la francese Lohr, con duemila dipendenti in varie parti del mondo, rischia grosso A Mestre ha in corso un contratto per le manutenzioni. Actv e Pmv: «Con noi nessun problema»
Si addensano nubi nere sul futuro di Lohr, il gruppo industriale alsaziano che ha prodotto le venti vetture che costituiscono l’attuale parco mezzi del tram mestrino e che ne gestiscono ora la manutenzione. Lo dicono fonti di stampa estera, più precisamente francese, che hanno analizzato il bilancio del gruppo industriale che impiega duemila dipendenti e ha sedi anche in Turchia, Stati Uniti e Cina. Dati alla mano, si evidenzia un giro d’affari che nel primo semestre 2008 viaggiava su cifre pari a 200 milioni di euro, e che in tre anni è passato a 120. Secondo il quotidiano transalpino Le Figaro «servono 50 milioni e il dossier sulla Lohr è all’attenzione del Comitato interministeriale alle ristrutturazioni industriali». I convogli della Translohr sono in funzione a Clermont Ferrand in Francia e a Tianjin in Cina. Ma anche a Padova e, appunto, a Mestre, così come a nord di Parigi e in futuro dovevano entrare in funzione anche a Shangai.
Il prezioso ramo d’azienda legato ai convogli dei tram cittadini è affidato alla banca d’affari Lazard (presente fino al 2001 anche nelle Generali con la quota del 4,73 per cento, di Euralux, finanziaria del Lussemburgo), mentre l’intero gruppo Lohr viaggerebbe in cattive acque.
Informazioni di pubblico dominio a quanto pare, sulle quali ieri le reazioni di sponda mestrina sono state caute ma piuttosto sicure. In poche parole, le linee del tram di Mestre non correrebbero rischi.
«Con Lohr non abbiamo più contatti – sottolinea il presidente di Pmv, Antonio Stifanelli – L’azienda ci ha fornito le venti vetture che avevo ordinato e che, in questo momento, ci consentono di coprire senza problemi a quello che è il percorso attuale del tram». Vetture pagate 2,5 milioni di euro l’una per un importo complessivo pari a 50 milioni. «La manutenzione, invece, è questione che riguarda ora Actv – prosegue Stifanelli – La cosa ci potrebbe riguardare, nel caso Lohr uscisse dal mercato, solo per gli ampliamenti delle future linee. Ma a quel punto si potrebbe solo pensare di rivolgersi a un altro produttore».
Fin qui Pmv. Ma anche Actv, attraverso il suo presidente Marcello Panettoni, getta acqua sul fuoco. «Se dovesse finire male l’avventura di Lohr, assegneremmo a un altro soggetto il contratto di manutenzione delle vetture. Quello in essere con Lohr ci vede pagare il lavoro solo quando viene effettuato, quindi non c’è alcuna ricaduta negativa». Quindi, senza eventualmente la Lohr in campo, si farebbe una nuova gara per la manutenzione delle vetture, probabilmente con gli stessi termini contrattuali.
Il tutto mentre solo poche settimane fa la polemica sul fronte politico, in merito al tram, si era accesa non poco per i costi di gestione.
Il piano economico di gestione del tram di Mestre, in base alle spese di esercizio della linea da Favaro a via Sernaglia – l’unica attualmente in funzione – è stato di 4 milioni e 800 mila euro nel 2011, che sono previsti in aumento quest’anno fino a 7 milioni e 392 mila euro, per poi passare a 7 milioni e 743 mila euro nel 2013. La linea attuale – senza i collegamenti con Venezia e con Marghera – non copre i costi del mutuo nemmeno col canone di Actv.
L’assessore alla Mobilità Ugo Bergamo ha più volte rimarcato, però, che la gestione del tram «ci costerà 2,3 milioni di euro in più finché non si arriverà a Venezia». Poi sarà tutta un’altra storia.
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