Santa Maria di Sala. Il Comune ha chiesto ai genitori di risarcire i danni ai sedili Le famiglie hanno saldato il primo conto da 30 euro, non il secondo da 240
SANTA MARIA DI SALA
Vigili sullo scuolabus per fermare i teppisti. Il Comune gioca l’ultima carta per venire a capo dei frequenti atti di vandalismo che si verificano durante il tragitto casa-scuola. Agli agenti è stato chiesto di presidiare a campione alcune corse dei bus degli studenti diretti alla scuola media Cordenons.
Un servizio in più nelle già infinite mansioni a carico della polizia locale e di cui il Comune avrebbe volentieri fatto a meno, ma tant’è: a Santa Maria di Sala sembra esserci un problema serio di controllo degli alunni più discoli. In quei pochi minuti che separano il “ciao” della mamma dall’ingresso a scuola, accade di tutto. Lo denuncia il Comune, lo sanno le 30 famiglie che usufruiscono del servizio, lo confermano gli autisti della ditta che ha in appalto il servizio e che ribadiscono di non poter guidare e controllare i passeggeri assieme. Alcune settimane fa, a fine corsa, il conducente si è trovato la tappezzeria di un sedile squarciato da un taglierino.
La ditta l’ha subito riparato, poi però ha presentato il conto al Comune: 30 euro. Il Comune, appellandosi a un articolo del regolamento, ha chiesto alle famiglie di farsi carico della riparazione e bene o male tutti hanno risposto contribuendo con un euro. Poco dopo però è toccato all’altro bus, dove a venire tagliati sono stati i sedili di un’intera fila. Conto salato stavolta: ben 240 euro.
Di nuovo il Comune ha scritto ai genitori, invitandoli a contribuire con 5 euro a famiglia. Stavolta la maggior parte hanno detto no: hanno invece risposto con una lettera indirizzata all’assessore Francesca Scatto, invitandola a trovare prima il colpevole. Cosa che ovviamente nessuno ha potuto fare. Così il Comune si è pagato il conto da solo.
«In tempi di crisi – afferma però Scatto – anche una piccola voce di bilancio può incidere e sinceramente speravo di evitare di dover tagliare su altre spese che riguardano la scuola. Ma non è la questione economica a preoccuparci di più: c’è un senso di educazione civica che mi auguro anche i genitori vogliano trasmettere ai figli, a prescindere dall’individuazione o meno di un colpevole». Non è la prima volta che gli scuolabus salesi salgono alla ribalta della cronaca, come due anni fa quando furono segnalati episodi di bullismo tra ragazzi: in un caso un ragazzino tentò di incendiare i capelli a un compagno di scuola. Adesso, per prevenire violenze e vandalismi, i piccoli scolari viaggeranno assieme agli agenti del comando salese.
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