Vuole prendere il largo da ogni sospetto l’amministratore delegato di Grandi Stazioni, Fabio Battaggia, che torna a ribadire: «Il comportamento dell’attuale amministrazione di Grandi Stazioni nella...
Vuole prendere il largo da ogni sospetto l’amministratore delegato di Grandi Stazioni, Fabio Battaggia, che torna a ribadire: «Il comportamento dell’attuale amministrazione di Grandi Stazioni nella compravendita dell'ex Palazzo Compartimentale è stato assolutamente lineare e trasparente, sia nella fase delle trattative, sia nella fase di conclusione dell'accordo con la Regione Veneto. Dopo aver rilevato gravi anomalie nei rapporti tra alcuni suoi ex amministratori e dirigenti, con la società Emmegi Consulting, e a seguito delle verifiche e delle indagini difensive effettuate, la nuova amministrazione di Grandi Stazioni ha provveduto a denunciare i fatti all'autorità giudiziaria competente. Comportamento difficilmente comprensibile qualora Grandi Stazioni fosse stata, come da voi affermato, coautrice della truffa».
Chissà perché se la prende tanto Battaggia, ultimo arrivato sulla scena della (supposta) truffa. E’ chiaro che gli “ex amministratori” da lui denunciati operavano in Grandi Stazioni, non altrove: altrimenti che titolo avrebbe avuto per denunciarli? La sfasatura è nel tempo, ma la società è la stessa. Battaggia si chiama fuori, cosa più che comprensibile proprio lui la persona che ha scoperchiato il malaffare: ma proprio questo stabilisce il nesso di continuità aziendale. Ne consegue che Grandi Stazioni è insieme onesta e disonesta, vittima e carnefice: deciderà la magistratura chi e chi. Magari cancellerà tutto, ma dove sta «l’affermazione erronea»?
L’altro punto che disturba l’amministratore delegato riguarda gli interminabili lavori sulla Fondamenta Santa Lucia, che non erano compresi nell’appalto originario del 2006. Ci siamo permessi di ricordare che la Corte di Cassazione, con sentenza 10218 del 4 maggio 2006, ha riconosciuto a Grandi Stazioni la natura di soggetto privato non tenuto ad applicare le leggi sugli appalti. Battaggia replica che i lavori erano invece opere complementari e sono andati in gara europea, finanziati dal Cipe. Sorvoliamo sui criteri per definire le opere complementari: non si finirebbe più. Ma che bisogno c’era di fare un appalto unico per Venezia Mestre, Venezia Santa Lucia e Verona Porta Nuova: aumentare l’importo a base di gara?r.m.