Black-out alla centrale, Chioggia al gelo

Impianti di riscaldamento fuori uso, centralino della polizia locale in tilt. Situazione ripristinata soltanto verso le 14

    di Diego Degan

    CHIOGGIA

    Risveglio gelido per gli abitanti di Chioggia e Sottomarina. E non solo a causa della tormenta di neve che, alle prime luci dell'alba aveva investito la città per una mezzora ma, soprattutto, per il forzato blocco degli impianti di riscaldamento dovuto al black-out della centrale di Brondolo.

    Almeno diecimila abitanti della città hanno dovuto fare i conti con un freddo inaspettato e combatterlo con vestiti pesanti e stufette a gas per alcune ore. I tecnici Enel sono intervenuti subito alimentando una linea alternativa che, da Venezia, arriva a San Felice e ripristinando, quindi, l'energia nella zona di Sottomarina sud nelle prime ore della giornata. Anche Cavarzere e, in misura minore, Cona (dove gli episodi sono durati solo pochi minuti alla volta) hanno avuto una serie di interruzioni di corrente notturne ma, dopo le 8.30 – 9 la situazione è tornata alla normalità.

    Invece a Chioggia e Sottomarina la corrente è stata ridata a settori e gli ultimi a essere riallacciati alla rete sono stati gli abitanti di Tombola, parte di Borgo San Giovanni e Sottomarina attorno a via Colombo, Vespucci poco dopo le 13. Qualche segnalazione sporadica, tuttavia, è continuata ad arrivare fino alle 14 al centralino della polizia locale.

    «Credo che ci dovrebbe essere il modo di mettersi al riparo da simili inconvenienti – commenta Mauro Boscolo Bisto, consigliere delegato alla Protezione civile – una città non può finire al freddo perché mancano delle semplici protezioni». E non è stato il freddo l'unico problema. A Chioggia è andato in tilt il centralino della polizia locale, impedendo alle persone di chiedere eventuali aiuti a quel comando.

    Ma il fatto più drammatico è stato il blocco dell'apparecchiatura di ventilazione che serviva ad un malato di Sla come aiuto per respirare. La mancanza di corrente aveva fatto entrare in azione le batterie di riserva, ma anche queste si stavano esaurendo e i familiari del malato, verso le 8.30, hanno chiamato i vigili del fuoco i quali, collegando il loro gruppo elettrogeno all'apparecchio hanno permesso al disabile di tornare a respirare. Probabilmente gli hanno salvato la vita.

    Più tardi, quando sono tornati in caserma, al freddo, per un po' non hanno potuto neppure bersi un caffè caldo: la cucina della caserma, infatti, è dotata di una elettrovalvola di sicurezza e, senza corrente, non arrivava neppure il gas.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    13 febbraio 2012

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