Danni erariali per 41 milioni

145 denunciati e 30 arrestati dalla Finanza nel 2011 per reati contro la Pubblica amministrazione

    di Roberta De Rossi

    C’è chi si fa pagar tangenti in cambio di appalti o per speculare sul desiderio di aver figli di una coppia, chi incassa decine di milioni in contributi pubblici ai quali non ha diritto. Non di sola lotta all’evasione è fatto il lavoro della Guardia di Finanza: ci sono molti modi per truffare lo Stato e, con questo, tutta la comunità. Numerosi li racconta l’ultimo rapporto delle Fiamme Gialle venete, che nel 2011 hanno denunciato 145 persone e 30 ne hanno arrestate per reati contro la Pubblica amministrazione, denunciando alla Procura della Corte dei Conti ben 41 milioni di euro di danni erariali. Un bilancio regionale, che però conta molti capitoli veneziani: vicende che hanno riempito le cronache giudiziarie di questi mesi, ma che messe una in fila all’altra danno un quadro desolante dell’arroganza di troppi nel fare affari a discapito della collettività. Corruzione, concussione, truffa aggravata: ce n’è di che sfogliare il codice penale.

    Così il 2011 degli investigatori della Guardia di Finanza si è aperto l’operazione «Aria nuova» che ha fatto scoprire il giro di mazzette e appalti pilotati in Provincia, con l’arresto dei funzionari dell’Edilizia Claudio Carlon e Domenico Ragno - 32 indagati e 15 imprese coinvolte, in prima battuta - fino alla coda clamorosa dell’arresto dell’ex amministratore di Autostrade Venezia-Padova, Lino Brentan. Poi c’è stata l’operazione «progressione geometrica», seguita da «Progressione geometrica 2» che ha disvelato la rete di relazioni tessuta - a suon di mazzette - dal geometra lidense Antonio Bertoncello, le cui centinaia di pratiche edilizie correvano alla velocità della luce nei solitamente elefantiaci uffici dell’Edilizia privata. In manette dieci tra funzionari del Comune, della Commissione di Salvaguardia e vigili urbani, denunciati due imprenditori e due dipendenti del Catasto.

    Anche attorno all’aeroporto di Venezia si è svolta la bancarotta fraudolenta da 200 milioni e falsi in bilancio per oltre 900 milioni contestata alla compagnia aerea «Myair»: le indagini della Guardia di Finanza hanno portato a segnalare alla Corte dei Conti danni erariali per 32 milioni di euro, tra contributi pubblici indebitamente percepiti (18,5 milioni), omessi versamenti di Iva, Irpef e contributi previdenziali. E dal mondo dell’aria arriva un’altra «storiaccia»: tre piloti veneti in cassa integrazione straordinaria all’80% dello stipendio (tra i 7 e i 9 mila euro al mese) lavoravano per compagnie aeree del Quatar, turche, indiane senza denunciare alcunché: c’è chi ha preso 125 mila euro per il piano di mobilità della sua compagnia aerea e 134 mila come comandante Airbus in Medio oriente. Tra i furbetti, anche i proprietari di casa che affittavano in nero agli studenti padovani: 2 milioni di euro di affitti non denunciati scovati dai finanzieri (80 controlli su 100 andati a segno), nell’ambito di uno dei 200 protocolli sottoscritti dalle Fiamme gialle con Comuni, Università, servizio sanitario, anche a Venezia.Senza dimenticare l’arresto del primario di ginecologia dell’ospedale di Pieve di Cadore, che si faceva pagare tangenti (fino a 2.500 euro) dai pazienti per abbreviare le liste d’attesa biennali della procreazione medicalmente assistita.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    12 febbraio 2012

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