Via all’inchiesta sulla morte di Carlo Bernacconi, comandante del rimorchiatore dove è avvenuto l’incidente. La vittima lascia un fratello che vive a Chioggia
CHIOGGIA
Saranno sentiti, nei prossimi giorni, dal sostituto procuratore rodigino, Sabrina Duò, tutti i marinai della nave danese Maersk Qatar che erano presenti all'incidente in cui ha perso la vita il 46enne Carlo Bernacconi, comandante del rimorchiatore San Giorgio At. L'adempimento necessita di qualche giorno a causa delle cattive condizioni meteo marine che ostacolano l'attracco del cargo e, di conseguenza, la discesa a terra dei marinai. Tanto più che la nave è, formalmente, territorio danese. Tutto questo, però, non vale per l'equipaggio del rimorchiatore, che era già giunto a terra ieri e i cui componenti erano stati sentiti dalla Capitaneria di porto, che sta conducendo le indagini sull'incidente, ma non ancora dal magistrato. L'intenzione degli inquirenti, ovviamente, è fare piena luce sulla manovra che ha portato alla morte dell'uomo. La verifica riguarderà, prima di tutto, la “congruità” di questa manovra che, stando alle prime informazioni, consisteva nel trasbordo di un “raccordo” dal rimorchiatore alla nave.
Tale raccordo doveva servire ad adattare reciprocamente le tubazioni di collegamento tra i serbatoi sulla nave e le cisterne del rigassificatore per lo scarico del gas. Un'operazione di routine, apparentemente, ma il dubbio del magistrato riguarderebbe l'opportunità che essa venisse svolta dal rimorchiatore. Su questa verifica di base andrà, poi, valutato se l'oscillazione del carico che ha centrato al petto il 46enne e ne ha provocato la morte per arresto cardiocircolatorio, sia dovuta a una manovra errata del gruista della nave danese, alle onde del mare o ad altro. Per il momento non è stata disposta l'autopsia, in quanto l'ispezione della salma sembrerebbe sufficiente a chiarire le cause della morte.
Chiarezza sull'accaduto viene chiesta anche dai sindacati. In particolare, la Filt Cgil Veneto, sottolinea che la vittima dell'incidente, era un lavoratore esperto e con contratto a tempo indeterminato, ma che “troppi appalti, sub- appalti, sub affidamenti fanno aumentare le interferenze e frazionano il controllo e la responsabilità in mille rivoli”, e che “è inammissibile che si debba assistere a questa strage quotidiana di operai”. Carlo Bernacconi era nato a Thiene nel novembre del 1965. Poi la famiglia si era trasferita a Chioggia dove lui aveva continuato ad abitare fino a pochi anni fa, quando si era spostato a Codevigo. Nella città lagunare vive ancora il fratello Paolo, di due anni più grande, che lavora nel settore turistico come portiere d'albergo.
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