«Umberto I, il progetto va modificato»

Il dibattito sul futuro dell’ex ospedale. Micelli: «Un parcheggio e del verde in attesa di capire cosa faranno gli investitori»

    di Mitia Chiarin

    «L’amministrazione comunale è disposta a dialogare con gli investitori privati per rendere fattibile un progetto che evidentemente non lo è visto che non è ancora partito. Ma diciamo anche no al degrado: questo buco in pieno centro città, in un’area così pregiata è intollerabile», dice l’assessore comunale Ezio Micelli.

    Dopo il nostro servizio sulla situazione dei quattro ettari dell’ex Umberto I, tra detriti, laghetti pieni di ghiaccio e ingressi illegali nel grande cantiere di via Circonvallazione, la politica si interroga e monta anche la polemica.

    Il responsabile dell’Urbanistica, Micelli, ripete che il Comune è pronto a discutere coi privati (la Dng di Flavio Zuanier e la società trentina Il Rovere) di una revisione del progetto, «modificando volumetrie e funzioni, prevedendo magari più commerciale e magari anche del ricettivo al posto della residenza».

    «Evidentemente quell’operazione, con tutto il rispetto per la passione e l’impegno di chi l’ha progettata e pensata, forse è irrealizzabile visto che finora non è partita. Ed è bene valutare se si può rivedere il progetto. Noi siamo qui ad attendere il confronto», dice. E nel frattempo in attesa del confronto tra Comune e privati, che si fa? «Se servissero ancora mesi – dice l’assessore – ci può stare un intervento tampone con la realizzazione di un parcheggio e di un’area verde che ci consenta di togliere quell’area al degrado e renderla aperta alla città. Così non può stare». A giorni il sindaco Orsoni dovrebbe incontrare Dante Pasqualini, capofila degli investitori trentini. Un incontro importante per capire come si esce dal pantano dell’ex Umberto I. Il centrodestra lancia la polemica. «Non c’è più l’alibi del Pat, queste questioni ora vanno affrontare e risolte. Sono troppi i buchi neri specie a Mestre», dice il pdl Saverio Centenaro.

    «La situazione è grave e l’ex Umberto I è l’emblema della Mestre dimenticata da Orsoni. In centro storico una situazione simile non l’avrebbe tollerata nessuno, albergatori in primis», dice Alessandro Vianello (Lega Nord).

    «Su questo enorme cratere in centro a Mestre mi impegno a chiedere la convocazione urgente di una apposita commissione straordinaria di Urbanistica perché non si può andare avanti così. Ricordo che anche la fidejussione da 10 milioni di euro vale niente, visto che l’istituto bancario poi è stato sciolto. O si rivede il progetto o temo che non cambierà nulla», segnala preoccupato Renato Boraso (Civica). E l’architetto mestrino Giampaolo Pighin della Civica per Mestre, che già nel 2009 aveva previsto che l’intervento all’ex Umberto I non si sarebbe realizzato, oggi commenta: «Mi diedero del gufo ma parlavo con l’esperienza anche di costruttore. Quel progetto prevedeva case da vendere a 20 mila euro al metro quadro mentre a Mestre non si spendeva più di 5 mila ed oggi francamente gli appartamenti non li vende più nessuno. Come se ne esce? Dimezzando i volumi e riducendo gli appartamenti a 30,35 per unità immobiliare. Torri da 70 mila metri cubi sono fattibili forse a Milano, non nella nostra città. Specie adesso. Nell’attesa, si può ovviare con un parcheggio o un giardino. Certo è che oggi dalla stazione fino all’ex Umberto I la passeggiata è desolante, tra negozi chiusi o che stanno per farlo e il grande degrado che c’è. Secondo me una colpa il Comune ce l’ha: aver lasciato troppo tempo ai privati prima di cominciare ad incalzarli». E si fanno sentire ancora i cittadini. Il farmacista Antonio Sabbadin torna a riproporre una sua vecchia idea. «L’ex dispensario di fronte all’ospedale, inutilizzato, oltre ad ospitare senza tetto potrebbe diventare un polimbulatorio, un mini pronto soccorso che sarebbe tanto utile in centro. E sarebbe un modo per contribuire a rivitalizzare questa zona che sta morendo un pochino alla volta. Quel buco è una autentica vergogna, per noi della zona, ma non vedo i nostri amministratori attenti a risolvere questo problema».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    08 febbraio 2012

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